Julian Teicke_CEO wefox

I risultati contenuti nel “Global Safety Report” dell’unicorno insurtech wefox non faranno piacere ai player del mondo assicurativo. Dall’indagine, che ha visto coinvolti oltre 12.850 consumatori in Germania, Italia, Polonia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, è emersa una diffusa insoddisfazione e una mancanza di fiducia nel settore assicurativo globale, in un’epoca in cui una customer experience ottimale è letteralmente a portata di click.

Nonostante questo sentimento condiviso e l’aumento delle tariffe assicurative (e del costo della vita), i dati di questa analisi dimostrano però che solo il 13% degli intervistati rinuncerebbe alla propria assicurazione, anche a fronte di difficoltà economiche, a dimostrazione della resilienza di questa industria secolare.

“Il nostro primo Global Safety Report ha mostrato esattamente ciò che noi di wefox sappiamo da molto tempo: la customer experience è terribile perché il nostro settore non riesce a stare al passo con i bisogni dei clienti di oggi” – commenta Julian Teicke, Ceo e fondatore di wefox – “Il principio che è alla base del nostro settore, ossia proteggere le persone, oggi è ancora essenziale, come lo è sempre stato. Noi però crediamo che l’assicurazione possa fare di più. Deve andare oltre una mera protezione, un semplice supporto. Abbiamo cioè il potere di aiutare le persone a rimanere al sicuro, prevenendone i rischi: è questa la grande responsabilità che ha il nostro settore”.

“Le persone chiedono una migliore customer experience, che deve essere semplice, conveniente e veloce” – continua Teicke – “Ci troviamo di fronte a una tecnologia già in grado di offrire ai clienti un livello superiore di esperienza in diversi ambiti, ad esempio per ordinare generi alimentari, prenotare un viaggio o anche solo per pagare un caffè, tutto con un semplice click. L’assicurazione può fare lo stesso”.

I risultati dell’indagine

I risultati sono stati rivelatori: secondo il 48% degli intervistati, il costo delle proprie polizze è aumentato negli ultimi 12 mesi; il 69% teme di non potersi permettere le proprie polizze in futuro, e il 55% non pensa di riuscire a fare un buon affare con il proprio assicuratore.

Insieme a una chiara propensione al cambiamento tecnologico, il Global Safety Report di wefox mostra anche un interesse da parte del campione intervistato verso l’assicurazione personalizzata: il 57% di esso vorrebbe che gli assicuratori utilizzassero i dati personali per adattare i premi a specifiche esigenze; il 47% ritiene invece di esser penalizzato dai premi per fattori al di fuori del proprio controllo, come il codice postale o il tipo di professione.

“È giunto il momento per il settore di prendersi davvero cura dei propri clienti” – aggiunge Julian Teicke – Le parole più usate per definire in generale l’assicurazione dalle migliaia di consumatori interpellate per la compilazione di questo rapporto sono state “ingiusta”, “complicata” e “uno spreco di denaro”. Termini molto lontani da “proteggere”, “supportare” e “tener al sicuro”. La tecnologia sta trasformando diversi settori – fa notare Teicke – eppure, il settore assicurativo spesso ha ignorato i vantaggi e le opportunità che può portare. “In wefox, abbiamo notato che, sfruttando il potere della tecnologia per guidare l’innovazione, possiamo rivoluzionare non solo il modo in cui le persone pensano alle assicurazioni, ma anche come ne fanno esperienza”.

“Il 55% dei consumatori che hanno preso parte al sondaggio desidera più servizi digitali su dispositivi mobili, proprio come fanno le banche. I nostri clienti hanno già a disposizione queste opzioni – conclude Teicke – Non possiamo permettere che la customer experience in ambito assicurativo continui a essere così terribile. È arrivato il momento per il settore assicurativo di fare un passo avanti”.

Seguici sui nostri canali social: Facebook Twitter 

Leggi tutte le nostre notizie cliccando QUI

Redazione

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech