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Secondo una delle ultime analisi pubblicate da Ivass, nel nostro Paese prosegue la digitalizzazione di prodotti e processi assicurativi. Nonostante la corsa alla digitalizzazione abbia evidenziato i problemi legati alla resistenza all’innovazione, il settore insurance si è mosso rapidamente per innovare gli elementi del worklfow legati all’offerta cliente, ma sul fronte del back office e del claim management la strada da fare è ancora molta. In Italia, esiste una realtà insurtech che mira ad aiutare le compagnie a digitalizzare i processi assicurativi. Questa realtà è Percepto Lab.

A raccontare ad InsurZine la missione dell’insurtech è stato Cristian Mesiano, Ceo e Founder di Percepto Lab. “Siamo partiti nel 2017 per rispondere a due esigenze del mercato assicurativo – racconta Mesiano – La prima relativa all’analisi dei rischi e la digitalizzazione dei processi di claim management nel settore property e automotive integrando i data point che tradizionalmente le assicurazioni utilizzano (sinistrosità dei portfolio, analisi statistiche sui fattori che influenzano il rischio, ecc) con nuove sorgenti dati collezionate dai policy holder attraverso i dispositivi digitali quali cellulari, scatole nere e auto connesse. La seconda – prosegue Mesiano – riguarda la realizzazione E2E di prodotti white-label da integrare facilmente negli esistenti workflow assicurativi al fine di offrire state-of-art technology as a service minimizzando gli sforzi di integrazione e di gestione delle differenti complessità dovute alla collezione di dati native-digital che sono per loro natura caratterizzati da grande quantità e grande frequenza di generazione”.

Il servizio offerto da Percepto Lab

Ad oggi, Percepto Lab offre soluzioni production-ready per la digitalizzazione, l’estrazione di risk-elements e la gestione nativamente digitale di processi di First Notice of Loss (FNOL). Le soluzioni tech della società, infatti, consentono la digitalizzazione di ambienti domestici e di piccoli business grazie all’uso esclusivo del cellulare. “Attraverso una fotografia scattata da uno smartphone è possibile ottenere una rappresentazione sia in 2d che in 3d di un ambiente e di estrarre grazie ai nostri sistemi di deep-learning informazioni quali dimensioni, aree, volumi, materiali, oggetti e risk-points sia ambientali sia legati a specifici items identificati nell’ambiente – afferma Mesiano – Questo comporta la possibilità da parte del policy-holder di denunciare un sinistro in maniera del tutto indipendente ed asincrona. Le informazioni che vengono collezionate attraverso il cellulare permettono all’assicurazione di ottenere le prove utili per la gestione del sinistro senza la necessità di operazioni peritali in presenza e/o in videochiamata”.

“Nel campo automotive utilizziamo la stessa tecnologia – dice Mesiano – Questo permette ai nostri clienti assicurativi di costruire immagini panoramiche e ad alta risoluzione dell’autoveicolo e di digitalizzare completamente i processi di claim management. Queste innovazioni da noi sviluppate – sottolinea – sono protette da 2 brevetti internazionali e sono costate circa 4,5 milioni di euro. Inoltre, le nostre soluzioni permettono agli utenti finali di ottenere una stima dei rischi personalizzata e, di conseguenza, una gestione del sinistro più customer-centric offrendo grandissimi risparmi alla compagnia e una più strutturata gestione del fraud-prevention-process”.

La soluzione Sphere

Tra le soluzioni di punta di Percepto Lab c’è “Sphere“. “Sphere è una collezione di moduli white-label software indipendenti e facilmente integrabili in workflow assicurativi che permettono di migliorare i processi assicurativi esistenti – spiega Mesiano – Alcuni componenti, permettono la ricostruzione 2d o 3d di ambienti e autovetture sviluppati per funzionare completamente nel mobile phone (questo sia per minimizzare rischi di condivisione di dati sensibili, sia per decentralizzare le computazioni e rendere il sistema cost effective), altri componenti di backend sono realizzati con le più moderne tecniche cloud per rendere i servizi disponibili ovunque con il più alto grado di efficienza. Attualmente i moduli disponibili sono 13 e comprendono oltre ai moduli per la ricostruzione degli ambienti e vetture anche i moduli per la sottomissione e gestione del claim, con particolare cura per la UX del policyholder.
Alcuni dei servizi backend sono stati realizzati in partnership con un colosso tech”.

Sul fronte partnership, l’insurtech italiana ha all’attivo una collaborazione nel settore auto. Mesiano e il suo team stanno lavorando con un gigante tech americano per far sì che alcune delle tecnologie della società vengano sviluppate nel campo della computer vision e del sensing dei sensori cinematici per il settore e-car. A livello internazionale, la società è già attiva con un lab a Monaco ed ha operato a lungo nel mercato riassicurativo svizzero. “Entro il quarto trimestre del 2022 – conferma Mesiano – una delle nostre soluzioni verrà lanciata in Italia attraverso uno dei più importanti player assicurativi mondiali”.

Non solo automotive

Nel segmento casa la soluzione dell’insurtech è pronta al lancio. Mesiano, infatti, racconta che questa verrà proposta con un canale di distribuzione innovativo nel quarto trimestre del 2022. “La soluzione comprenderà una una free mobile app disponibile sugli store tradizionali con cui gli utenti potranno divertirsi a digitalizzare le loro abitazioni. In caso di sinistro potranno scaricare il report per dimostrare lo stato dei locali/item danneggiati prima e dopo l’evento avverso, e semplificare le operazioni di denuncia del sinistro. Le nostre Pay-per-consume API permetteranno alle compagnie di offrire il servizio di claim-management E2E digitale agli utenti finali evitando le tediose ispezioni peritali e riducendo i costi”.

La rivoluzione insurtech

In merito al fenomeno insurtech Mesiano ritiene che il settore deve trovare ancora una dimensione di maggiore concretezza. “Il fatto che in Italia la rivoluzione digitale nel settore insurance sia acerba rappresenta per noi un’opportunità – afferma Mesiano – Le promesse della tecnologia si mischiano alle relative difficoltà di integrazione nei processi esistenti nel settore insurance. Pensiamo alla stima automatica dei danni che di certo offre spazi di efficientamento, ma di certo non è tecnologicamente pronta (e spiace dirlo, non lo sarà ancora per molti anni) e spesso la complessità di integrazione di certe soluzioni in ambienti legacy è sottostimata rendendo tali soluzioni spesso buone solo sulle slide powerpoint.”

Con una maggiore coscienza di quelli che sono i limiti tecnologici, Percepto Lab vuole continuare a sviluppare soluzioni capaci di offrire benefici concreti, misurabili e predicibili all’industria assicurativa. “Come società basata sullo sviluppo di tecnologie di frontiera diciamo sempre che spesso un progetto può fallire malamente per quel 5% di failure-rate di una tecnologia che è stato sottostimato in fase di feasibility analysis, ma – conclude Mesiano -questo non può fermare l’innovazione”. 

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Francesca Ghisi

Classe 1994, laureata in Giurisprudenza è esperta in Bancassurance e Diritto Comparato.
Dati Insurtech