L’impatto del conflitto in atto e il quadro di sanzioni internazionali applicate implicano importanti conseguenze non soltanto sul mercato finanziario ma anche sul mercato assicurativo italiano e riassicurativo internazionale. L’intera federazione russa (comprese le acque territoriali) è considerata area soggetta a sanzioni nonché soggette ad una generale “suasion” che implica il volontario disimpegno anche da ogni attività non direttamente soggetta a sanzioni. In questo quadro è estremamente complicato, se non impossibile, attivare nuove coperture assicurative con capacità occidentali dove gli stessi brokers, peraltro, si trovano nella stessa situazione delle compagnie assicurative. Per quanto ci risulta solo pochi mercati assicurativi asiatici, soprattutto cinesi, continuano a fornire supporto assicurativo.
Gli effetti di questo quadro sanzionatorio si riflettono anche sulle coperture assicurative già esistenti, per cui la liquidazione dei danni per eventi già avvenuti viene bloccata per l’applicazione automatica dei disposti delle “Sanctions Clause” presenti da anni in tutti i contratti. Tale clausola prevede il diritto dell’assicuratore di sospendere gli effetti del contratto qualora dovesse trovarsi in una situazione di oggettiva violazione di sanzioni internazionali in qualunque momento di vigenza del contratto assicurativo. In termini più pratici questo comporterebbe che la liquidazione di eventuali sinistri già avvenuti prima dell’entrata in vigore delle sanzioni sarebbe “congelata” fino alla futura rimozione delle sanzioni mentre tutti i sinistri avvenuti dopo l’entrata in vigore delle sanzioni sarebbero invece direttamente rigettati.
Carlo Cosimi – Presidente Anra – Associazione Nazionale dei Risk Manager e Responsabili Assicurazioni Aziendali
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