Generali, dopo Caltagirone lascia anche il consigliere Bardin

Strappo dei pattisti che si oppongono alla lista del cda uscente guidata dall’ad Donnet. Galateri di Genola: "Noi sempre corretti e trasparenti".
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La partita per il rinnovo del Cda si fa sempre più agguerrita in casa Generali. A firmare lo strappo sono i pattisti della società che si oppongono alla lista del cda uscente guidata dall’a.d. Donnet. Ad aprire le danze è stato settimana scorsa il vice presidente vicario Francesco Gaetano Caltagirone annunciando le dimissioni dal cda in quanto, a suo dire, “la sua persona sarebbe palesemente osteggiata, impedita dal dare il proprio contributo critico e ad assicurare un controllo adeguato” facendo riferimento in particolare al processo di formazione della lista del cda. A seguire sono arrivate le dimissioni del consigliere Romolo Bardin in quota Delfin con le stesse motivazioni addotte da Caltagirone. A loro ha replicato duramente il presidente di Assicurazioni Generali, Gabriele Galateri di Genola. “Voglio ribadire che la società ha sempre condotto la sua attività secondo criteri di assoluta trasparenza e rigorosa correttezza, nell’interesse di tutti gli stakeholder. Principi, questi, a cui confermo ci si è sempre attenuti nei rapporti con tutti i consiglieri, senza eccezione alcuna e in ogni occasione”.

Ad oggi il patto parasociale stipulato da Delfin con Caltagirone e Fondazione Crt, supera il 16% della compagnia. I pattisti non hanno mai nascosto la loro opposizione alla lista del cda che prevede la riconferma di Donnet nella posizione di amministratore delegato.

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