Nel 2024 la raccolta premi delle imprese assicurative vigilate dall’IVASS raggiunge 151,3 miliardi di euro, in forte aumento rispetto al 2023 (+17,2%). La spinta arriva soprattutto dalle province, che valgono 143 miliardi (+15,3%), ma cresce molto anche la quota contabilizzata dalle Direzioni Generali (8,3 miliardi, +66,4%) – una componente che include premi non attribuibili a un’area precisa del Paese e una parte di raccolta estera, e per questo resta fuori dalle mappe territoriali.
La lettura geografica conferma un dato netto: la crescita è ampia, ma non è uguale dappertutto. La rappresentazione provinciale mostra aumenti diffusi con intensità diverse, a conferma di un’Italia assicurativa che corre, sì, ma con velocità variabili tra territori.
Un punto interessante riguarda la “sincronia” tra i comparti: nelle province italiane la raccolta aumenta sia nel Vita sia nei Danni diversi dall’RC Auto e natanti (in 103 province su 107), ma le due dinamiche risultano quasi indipendenti sul territorio (correlazione di Pearson -0,05). Tradotto: dove cresce il Vita non è detto che crescano allo stesso modo anche i Danni, e viceversa.
Vita: 103 miliardi, crescita a doppia cifra (quasi ovunque)
Il comparto Vita riconducibile al territorio arriva a 103 miliardi di euro e segna +18,3% su base annua. L’aumento interessa praticamente tutto il Paese, con le sole eccezioni di Potenza e Oristano. Le Direzioni Generali registrano un balzo ancora più marcato: +92,0%, fino a 7,5 miliardi.
Sul fronte dei comportamenti, la spesa media pro capite per il Vita è di 1.875 euro, ma con una dispersione territoriale in aumento (il coefficiente di variazione sale a 0,33, da 0,31 nel 2023). Se invece si guarda al rapporto tra premi e ricchezza prodotta localmente (valore aggiunto), la variabilità è più contenuta: 562 euro ogni 10.000 euro di valore aggiunto, con coefficiente di variazione 0,21.
Danni: 40 miliardi e passo più corto (+8,2%)
Nei Danni riferibili al territorio la raccolta tocca 40 miliardi di euro, in crescita del +8,2%, con un andamento diffuso su scala nazionale. In controtendenza, però, la raccolta delle Direzioni Generali nel comparto Danni segna una contrazione del 26,1%.
Le differenze territoriali restano evidenti soprattutto nei Danni diversi dall’RC Auto e natanti: la spesa pro capite media è 472 euro, ma con scarti molto ampi tra province (coefficiente di variazione circa 0,44, in linea con gli ultimi anni). Anche rapportando i premi al valore aggiunto le differenze “tengono”: 142 euro ogni 10.000 euro di valore aggiunto, con coefficiente di variazione 0,31.
RC Auto: più uniforme, ma pesa di più al Sud
Per RC Auto e natanti la distribuzione territoriale è complessivamente più omogenea rispetto agli altri rami Danni, anche perché parliamo di una copertura obbligatoria. La variabilità della spesa pro capite è infatti bassa e stabile (intorno a 0,15). Ma c’è un dettaglio che emerge guardando al rapporto premi/valore aggiunto: il “peso” relativo dell’RC Auto risulta più alto nelle province del Sud e delle Isole.
