Allianz Trade: ciclo di conversione della liquidità ancora elevato, le aziende puntano su scorte e resilienza

Il report evidenzia un Cash Conversion Cycle globale stabile su livelli elevati. Le imprese aumentano le scorte per rafforzare la resilienza delle supply chain, mentre per il 2026 è atteso un ulteriore lieve incremento.
Maxime Lemerle, Lead Analyst for Insolvency Research di Allianz Trade.

Il Cash Conversion Cycle (CCC) globale resta su livelli strutturalmente elevati. È quanto emerge dal nuovo report annuale di Allianz Trade dedicato ai Days Sales Outstanding (DSO) e al ciclo di conversione della liquidità, che misura il tempo necessario alle aziende per trasformare le risorse investite nelle attività operative in incassi derivanti dalle vendite.

Nel 2025 il CCC ha raggiunto i 67 giorni, in lieve aumento rispetto all’anno precedente e oltre tre giorni sopra la media dell’ultimo decennio. A incidere è soprattutto la crescita delle scorte, segnale di un cambio di strategia da parte delle imprese, sempre più orientate alla resilienza delle catene di fornitura.

“I Days Inventory Outstanding (DIO) spiegano ormai quasi l’80% del livello del CCC. Questo riflette un cambiamento fondamentale nel comportamento delle imprese: stanno passando dall’efficienza del modello ‘just-in-time’ alla resilienza del modello ‘just-in-case’ – spiega Maxime Lemerle, Lead Analyst for Insolvency Research di Allianz Trade -. Incrementando le scorte, le aziende immobilizzano più capitale in stock che non ci si attende venga convertito rapidamente in liquidità, in cambio di una maggiore sicurezza della supply chain e di una maggiore flessibilità di fronte all’incertezza geopolitica, alle interruzioni della supply chain e alla frammentazione del commercio internazionale. In altre parole, le supply chain non sono più ottimizzate esclusivamente per il costo. Sono sempre più progettate per sicurezza, resilienza e opportunità”.

Secondo il report, il DIO globale si è attestato a 53 giorni nel 2025, ben al di sopra della media pre-pandemia, mentre il DSO è rimasto sostanzialmente stabile a 56,5 giorni, senza generare ulteriori pressioni sui flussi di cassa delle imprese.

L’analisi evidenzia inoltre una crescente divergenza tra i settori. Automotive, carta, metalli e tessile hanno registrato gli aumenti più marcati del CCC, mentre mezzi di trasporto, computer e telecomunicazioni ed energia hanno ridotto i tempi di conversione della liquidità.

“Le industrie maggiormente esposte alla frammentazione della supply chain, in particolare la manifattura upstream e i fornitori di input industriali, hanno aumentato i buffer di magazzino, determinando requisiti di capitale circolante strutturalmente più elevati – aggiunge Maxime Lemerle – Al contrario, diversi settori strategicamente importanti, tra cui energia, mezzi di trasporto e infrastrutture digitali, hanno ridotto i propri cicli di conversione della liquidità nonostante la maggiore incertezza geopolitica. Ciò riflette probabilmente la combinazione di un maggiore potere di determinazione dei prezzi, robusta generazione di cassa, politiche industriali favorevoli e una domanda strutturale sostenuta”.

Per il 2026 Allianz Trade prevede un ulteriore, ma contenuto, aumento del Cash Conversion Cycle, sostenuto dalla necessità di rafforzare sicurezza energetica, scorte strategiche e resilienza delle supply chain.

“Sulla base di queste ipotesi, le misure volte a rivalutare la sicurezza energetica, le scorte strategiche e la resilienza della supply chain, insieme agli effetti diretti del conflitto, dovrebbero spingere il DIO globale in aumento di circa 2 giorni -conclude Maxime Lemerle -. Stimiamo che ogni giorno aggiuntivo di DIO si traduca in un incremento di 1,16 giorni del CCC a livello globale. Si tratta di un valore molto distante da quanto osservato dopo lo shock del 2022, quando il CCC aumentò di 5 giorni”.

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