Nel 2025 il numero dei sinistri cyber in Europa è diminuito rispetto all’anno precedente: a dirlo è l’ultimo Global Cyber Claims Trends Report di Marsh, che evidenzia anche come le segnalazioni legate alla privacy nel nostro continente (73%) siano nettamente superiori alla media globale, a conferma della specificità del contesto europeo sotto il profilo regolatorio e di compliance.
Gli incidenti legati a estorsione, inclusi ransomware e minacce di sottrazione di dati, hanno rappresentato circa il 15% delle segnalazioni e hanno continuato a costituire un fattore rilevante nei costi di gestione incidente e ripristino, oltre che nelle perdite da interruzione dell’operatività. Gli incidenti riconducibili a terze parti e alla supply chain hanno continuato ad aumentare: il 14% delle segnalazioni è stato collegato a soggetti esterni, tra cui fornitori di servizi digitali e altri partner o fornitori aziendali. Il report ha evidenziato come il settore manifatturiero abbia rappresentato circa il 20% delle segnalazioni, aumentando il proprio peso sul totale dei sinistri, mentre anche le aziende del comparto food & beverage hanno registrato un incremento significativo. Il dato riflette la crescente esposizione di questi settori ai rischi connessi alle tecnologie informatiche e operative.
“Anche in Italia il rischio cyber si conferma un tema di forte attualità per le imprese, sia nel comparto delle PMI sia tra le grandi aziende – ha affermato Rossella Bollini, Head of Cyber di Marsh Risk Italia – In particolare, cresce l’attenzione verso gli episodi di social engineering e, più in generale, verso le frodi informatiche, che hanno spesso come primo obiettivo la sottrazione di fondi e possono generare impatti rilevanti anche in termini di privacy, continuità operativa e reputazione. Dal nostro osservatorio, notiamo inoltre una maggiore consapevolezza da parte dei Consigli di amministrazione e degli imprenditori italiani rispetto all’evoluzione delle minacce cyber, oggi rese ancora più complesse dall’utilizzo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale. Il percorso verso una reale cyber resilience richiede quindi un approccio strutturato, capace di integrare investimenti in presidi tecnologici, formazione adeguata e costante delle persone e trasferimento consapevole del rischio residuo attraverso soluzioni assicurative coerenti con il profilo dell’organizzazione”.
Il report sottolinea inoltre la crescente importanza della preparazione regolamentare, mentre le organizzazioni si confrontano con i requisiti del GDPR e con l’implementazione della direttiva NIS2, che introduce obblighi rafforzati in materia di segnalazione degli incidenti e resilienza in tutta l’Unione Europea.
Per le organizzazioni, le evidenze del report confermano la necessità di strategie solide di cyber resilience, capaci di integrare controlli di cybersecurity efficaci, preparazione alla risposta agli incidenti – inclusa la possibilità di comunicare attraverso canali alternativi durante un evento- gestione del rischio legato a terze parti e adeguate coperture assicurative.
