Assicurazioni: la resilienza diventa strategia

Il nuovo report pubblicato da NTT DATA, “Insurtech Global Outlook 2026 – Become architects of resilience”, evidenzia come il settore assicurativo sia chiamato a evolvere da semplice gestore dei sinistri a protagonista della prevenzione e della resilienza economica e sociale. Clima, cyber security, longevità e previdenza stanno infatti ampliando il Protection Gap, ossia la distanza tra i rischi effettivamente esposti e le coperture disponibili.
rischi emergenti

Articolo a cura di Laura Pelucchi, Partner di La Scala Società tra Avvocati

Il nuovo report pubblicato da NTT DATA, “Insurtech Global Outlook 2026 – Become architects of resilience”, evidenzia come il settore assicurativo sia chiamato a evolvere da semplice gestore dei sinistri a protagonista della prevenzione e della resilienza economica e sociale. Clima, cyber security, longevità e previdenza stanno infatti ampliando il Protection Gap, ossia la distanza tra i rischi effettivamente esposti e le coperture disponibili. Una lettura che trova un significativo punto di contatto con l’intervento del Presidente di Ania, Giovanni Liverani, alla 15ª Conferenza Internazionale di Insurance Europe del 5 giugno 2025 a Bruxelles.

Se il report sottolinea la necessità di ripensare modelli, tecnologie e servizi per affrontare rischi sempre più interconnessi, Liverani richiama il ruolo strategico delle assicurazioni nel rafforzare la competitività europea attraverso investimenti di lungo periodo, semplificazione normativa e partnership pubblico-private. In entrambe le analisi emerge la stessa conclusione: la capacità di costruire resilienza sarà il principale fattore di sviluppo del settore nei prossimi anni.

Rischi più grandi, coperture più difficili

Il punto di partenza è il crescente squilibrio tra esposizione ai rischi e capacità di protezione. Secondo NTT DATA, entro il 2030 il divario tra perdite potenziali e coperture assicurative è destinato ad ampliarsi in tutti i principali ambiti di rischio. Il caso più evidente è il cyber: il gap globale stimato passerebbe da circa 171 miliardi di dollari nel 2023 a oltre 740 miliardi nel 2030, diventando una delle principali aree di rischio non assicurato.

Anche le catastrofi naturali mostrano una pressione crescente. Nel primo semestre 2025 le perdite economiche complessive, assicurate e non assicurate, hanno raggiunto 162 miliardi di dollari. La frequenza degli eventi estremi, l’aumento dei costi dei danni e la concentrazione di beni e attività in aree vulnerabili rendono più difficile mantenere coperture sostenibili e accessibili.

È qui che il report NTT DATA parla di assicuratori come “architetti di resilienza”. L’obiettivo non può più essere soltanto liquidare il sinistro dopo l’evento. Occorre aiutare famiglie, imprese e comunità a ridurre il rischio prima che si manifesti, usando dati, modelli predittivi, intelligenza artificiale, prevenzione e servizi di allerta.

Il ruolo europeo degli assicuratori

L’intervento di Liverani amplia il discorso e lo colloca dentro una questione più grande: la competitività dell’Europa. Il presidente di Ania parte da uno scenario geopolitico ed economico instabile, segnato da pandemia, guerra in Ucraina, crisi in Medio Oriente, tensioni commerciali e ridefinizione dei flussi di capitale. In gioco, osserva, non c’è solo la crescita, ma la capacità dell’Europa di rafforzare autonomia, potenza economica e identità.

In questo quadro, gli assicuratori possono svolgere un ruolo decisivo. Non solo perché proteggono persone e imprese dagli shock, ma perché gestiscono risparmio di lungo periodo. Liverani ricorda che il settore assicurativo europeo amministra quasi 10 trilioni di euro di asset, circa il 70% dei quali investiti in azioni, obbligazioni e debito sovrano europei. È una massa finanziaria che, se correttamente indirizzata, può sostenere economia reale, infrastrutture, innovazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale e transizione energetica.

Il punto è centrale anche per l’insurtech. Tecnologia e capitale paziente devono procedere insieme. I nuovi strumenti digitali migliorano analisi del rischio, underwriting, pricing, gestione dei sinistri e prevenzione. Ma senza investimenti di lungo termine e senza un quadro regolatorio favorevole, l’innovazione rischia di restare confinata a sperimentazioni parziali.

Longevità, welfare e partenariati pubblico-privati

Accanto a clima e cyber, NTT DATA richiama il tema della longevità. L’invecchiamento della popolazione e la pressione sui sistemi pubblici rendono sempre più urgente il nodo previdenziale. Il gap pensionistico globale è stimato intorno ai 1.000 miliardi di dollari l’anno. In Europa, circa il 40% delle persone tra 18 e 35 anni non sta accantonando risorse per la pensione.

È una fragilità di lungo periodo. La longevità è una conquista, ma diventa un rischio sociale se non viene accompagnata da strumenti adeguati di risparmio, protezione e pianificazione. Per questo il settore assicurativo può contribuire con prodotti più semplici, flessibili e comprensibili, capaci di integrare il welfare pubblico e di avvicinare anche i giovani alla previdenza.

Liverani indica una strada precisa: rafforzare i partenariati pubblico-privati basati sull’assicurazione. Le aree sono molte: catastrofi naturali, schemi pensionistici, sanità, Long Term Care per gli anziani. L’obiettivo è duplice: da un lato ridurre il rischio percepito da famiglie e imprese; dall’altro liberare risparmio oggi trattenuto in forme difensive e poco produttive, orientandolo verso investimenti di lungo periodo utili alla trasformazione europea.

Questa impostazione dialoga direttamente con il report NTT DATA. Se i grandi rischi diventano sistemici, nessun attore può affrontarli da solo. Il mercato assicurativo ha competenze tecniche, dati, capacità di mutualizzazione e capitale. Lo Stato ha strumenti fiscali, regolatori e di politica pubblica. La resilienza richiede l’incontro di questi due piani.

Meno burocrazia, più protezione

L’ultima parte dell’intervento di Liverani si concentra sulle condizioni necessarie per rafforzare il contributo del settore assicurativo alla crescita e alla resilienza dell’economia europea. Il presidente di Ania sottolinea l’importanza di valorizzare il ruolo delle soluzioni assicurative nell’ambito dell’Unione del Risparmio e degli Investimenti, evidenziando la specificità dell’assicurazione vita rispetto ad altre forme di gestione del risparmio. Le imprese assicurative, infatti, operano secondo una logica di lungo periodo che richiede una stretta coerenza tra gli investimenti effettuati e gli impegni assunti verso gli assicurati, bilanciando durata, rischio e rendimento degli attivi con le passività da garantire nel tempo.

Da qui discendono alcune priorità: promuovere il risparmio di lungo termine, includere i prodotti assicurativi nell’etichetta europea per i prodotti di risparmio, semplificare la regolazione secondo una logica “less is more” e mantenere le misure di secondo livello della revisione di Solvency II coerenti con lo spirito dell’accordo politico raggiunto.

Pelucchi_Auditorium
Laura Pelucchi, Partner di La Scala Società tra Avvocati

La sfida è evitare che la resilienza resti uno slogan. Per essere credibile deve tradursi in coperture più inclusive, prevenzione concreta, investimenti sostenibili, regole stabili e prodotti comprensibili. Il messaggio finale che unisce NTT DATA e Ania è netto: clima, cyber, longevità e competitività europea sono parti dello stesso problema. Le assicurazioni possono diventare uno dei motori della trasformazione, ma solo se tecnologia, capitale, fiducia e regolazione procedono nella stessa direzione.

Iscriviti per restare aggiornato su tutte le ultime news e eventi Insurtech
Facebook
LinkedIn
X
WhatsApp

ALTRE NOTIZIE

AGENDA

INSURZINE NEWSLETTER

Iscriviti per restare aggiornato su tutte le ultime news e eventi Insurtech.

WEEKLY

Weekly_24_07_2026_Cover

Numero 182 – InsurZine Weekly 24 luglio 2026

Europa, il mercato insurtech cambia passo: Alan traina, Italia tra i mercati più dinamici. L’AI ridisegna la filiera assicurativa: perché compagnie e broker devono investire in modo diverso. Underwriting, l'AI è ormai di casa: l'80% dei team la usa ogni giorno.

Articoli correlati