Il Parco di Ueno, a Tokyo, è conosciuto in tutto il mondo per lo spettacolo dei ciliegi in fiore. Ma oggi quello stesso luogo simbolo racconta anche un’altra storia: quella di città sempre più esposte agli effetti del caldo estremo e delle piogge intense, fenomeni che stanno cambiando il modo in cui amministrazioni, imprese e compagnie assicurative leggono il rischio climatico. Non si tratta più soltanto di misurare i danni dopo un evento, ma di integrare dati climatici sempre più precisi nella pianificazione urbana, economica e assicurativa. I mutamenti dei modelli climatici globali stanno creando sfide sempre più impegnative per le aree metropolitane densamente popolate, dove i rischi ambientali sono spesso interconnessi e si amplificano a vicenda. Per questo Hdi Risk Consulting (HRC), società controllata da Hdi Global, ha condotto una valutazione dei rischi climatici fisici del Parco di Ueno a Tokyo. Avvalendosi di strumenti analitici avanzati, lo studio visualizza i rischi climatici fisici, ne valuta i potenziali impatti e individua misure di risposta adeguate.
Essendo uno dei cinque parchi pubblici più antichi del Giappone e una delle principali destinazioni turistiche che attira circa due milioni di visitatori ogni anno durante la stagione della fioritura dei ciliegi, il Parco di Ueno offre una prospettiva utile attraverso la quale compagnia ha esaminato i potenziali impatti dei cambiamenti climatici sul turismo, sulle infrastrutture e sugli spazi pubblici, nonché le relative implicazioni assicurative.
“Il nostro obiettivo è identificare i rischi climatici con precisione spaziale – ha affermato Lars Regner, responsabile dei servizi di resilienza presso Hdi Risk Consulting – Il Parco di Ueno dimostra che i cambiamenti locali fanno parte di sviluppi climatici più ampi che interessano intere città. Di conseguenza, sono necessari interventi di adattamento relativi al raffreddamento, alla gestione delle acque piovane e alla stabilità della vegetazione”.
Un’analisi individua i rischi climatici che minacciano il Parco di Ueno
Le temperature in Giappone, comprese quelle delle aree urbane come Tokyo, sono aumentate in modo significativo. Già nel 2016, le temperature erano di circa 0,88 °C superiori alla media del periodo 1981-2010, superando la tendenza globale. In uno scenario di “business as usual”, l’analisi dell’HRC basata sui set di dati EarthScan mostra che entro il 2050 le ondate di calore a Tokyo potrebbero allungarsi in media di oltre due settimane. Anziché durare 6,94 giorni all’anno come nel 1970, si prevede che dureranno circa 21,28 giorni.
Allo stesso tempo, stanno aumentando i rischi legati alle piogge intense. Alcuni studi hanno individuato nuovi modelli di precipitazioni nell’area metropolitana di Tokyo. Ad esempio, i cosiddetti temporali guerrilla – ovvero acquazzoni localizzati, improvvisi e torrenziali che si verificano principalmente durante i mesi estivi – mettono a dura prova i sistemi di drenaggio urbani e innescano effetti a cascata. Le inondazioni locali possono compromettere i trasporti sotterranei e stradali, interrompere le catene di approvvigionamento e causare chiusure temporanee delle attività commerciali che si estendono ben oltre l’area direttamente colpita dalle precipitazioni.
Il caldo prolungato, la siccità o le piogge eccessive possono avere conseguenze significative sull’attrattiva turistica del Parco di Ueno, influenzando i periodi di fioritura dei ciliegi, sensibili alle variazioni climatiche. Ciò potrebbe ridurre l’attrattiva del parco durante le stagioni di massima affluenza. Trattandosi di uno degli eventi turistici più importanti del Giappone, che genera miliardi di entrate ogni anno, i cambiamenti nella stagione possono avere conseguenze economiche immediate. Anche l’esperienza complessiva dei visitatori potrebbe peggiorare, poiché aumentano i rischi per la salute legati al caldo e i visitatori trascorrono meno tempo all’aperto. Studi condotti in altri paesi indicano una riduzione dei tempi di permanenza e del coinvolgimento fino al 20% nei giorni di caldo estremo. Anche i ristoranti e i fornitori di servizi nelle vicinanze potrebbero subire perdite economiche.
Misure per rafforzare la resilienza urbana
Le vulnerabilità individuate nel Parco di Ueno riflettono rischi climatici più ampi in tutta Tokyo, evidenziando la necessità di rafforzare la resilienza urbana.
“In aree densamente popolate come Tokyo, l’effetto isola di calore urbana agisce come un fattore di rischio sistemico. Le superfici impermeabili, il calore residuo e la limitata circolazione dell’aria intensificano lo stress termico – ha spiegato Johanna Rohrer, analista dei rischi legati ai pericoli naturali presso Hdi Risk Consulting – Ciò comporta conseguenze economiche: il caldo estremo riduce la produttività dei lavoratori nei settori della logistica, dell’edilizia e dei trasporti, aumenta la domanda di energia per il raffreddamento e rappresenta un grave rischio per la salute pubblica. Allo stesso tempo, stanno aumentando i rischi di interruzione dell’attività e le minacce alle infrastrutture e alle catene di approvvigionamento, mettendo sotto pressione le aziende e gli assicuratori. Le nostre analisi specifiche per ogni località e le misure preventive aiutano a identificare i rischi in anticipo e a ridurre al minimo le perdite”.
Per affrontare queste sfide, Tokyo porta avanti da tempo una serie di iniziative di adattamento climatico. Grandi progetti come il sistema sotterraneo di protezione dalle inondazioni G-Cans, progettato per deviare il deflusso causato dai tifoni e dalle piogge intense, hanno stabilito standard di riferimento a livello globale. Allo stesso modo, l’installazione in tutta la città di circa 190 chilometri di manti stradali termoriflettenti (“Cool Pavements”) entro la fine del 2023 ha ridotto significativamente gli effetti dell’isola di calore urbana. Anche il settore assicurativo si è adeguato, modellando in modo più dettagliato i rischi legati al clima e tenendone conto nelle analisi di rischio e nella determinazione dei premi.
L’analisi dell’HRC individua inoltre opportunità di ottimizzazione che dovrebbero essere prese in considerazione nella moderna pianificazione urbana ed economica: Zonizzazione micro-termica, Corridoi di raffreddamento, Elementi della “città spugna”, Protezione delle infrastrutture sotterrane.
Il calore come rischio economico
I fattori legati al calore dovrebbero essere sistematicamente integrati nelle valutazioni dei rischi e nei processi decisionali per consentire di dare priorità a misure quali orari di lavoro adeguati, tecnologie di raffreddamento e strategie di resilienza.
“Grazie ad analisi lungimiranti, traduciamo modelli all’avanguardia sui rischi climatici in soluzioni pratiche e orientate all’azione per i nostri clienti e stakeholder – ha aggiunto Hiro Yamasaki, amministratore delegato di Hdi Global Japan – L’esempio del Parco di Ueno dimostra le conseguenze economiche e ambientali di vasta portata degli eventi meteorologici estremi a livello locale. In qualità di partner di fiducia, aiutiamo le imprese e le autorità pubbliche a salvaguardare gli investimenti, garantire la continuità operativa e proteggere a lungo termine eventi di grande rilevanza culturale come la stagione dei ciliegi in fiore».
Nell’ambito della sua serie Iconic Landmarks, Hdi Global utilizza strumenti analitici avanzati, tra cui Hdi ARGOS 4.0. Combinando un’analisi precisa dei dati con una valutazione progressiva dei rischi, Hdi Global supporta i clienti nell’identificare i rischi legati al clima in una fase precoce, rafforzando la resilienza economica locale e preparando le località alle sfide future.
