Nel 2025 il panorama europeo dei sinistri informatici mostra un’apparente contraddizione: le notifiche diminuiscono, ma la gravità degli eventi resta elevata. È quanto emerge dall’analisi di Marsh sulle richieste di risarcimento legate ai crimini informatici in Europa, che evidenzia un mercato più maturo, ma anche più esposto a nuove forme di rischio.
Il calo delle denunce rispetto al 2024 è legato soprattutto alla minore incidenza di eventi di massa e al rafforzamento delle difese informatiche di base. L’eccezione è la Germania, dove le segnalazioni sono aumentate del 22% su base annua, anche per effetto di una maggiore attenzione degli attaccanti e di pratiche di notifica più prudenti.
A cambiare è soprattutto la natura degli incidenti. In Europa la privacy è la componente dominante: il 73% delle notifiche include un elemento legato alla protezione dei dati, con casi che non riguardano solo le violazioni classiche, ma anche tracciamento sui siti web, consenso e governance delle informazioni. Il quadro regolatorio europeo, tra GDPR e NIS2, rende quindi la gestione degli incidenti più complessa.
Restano rilevanti estorsioni e ransomware, presenti nel 15% delle notifiche. Le tecniche degli attaccanti combinano spesso blocco dei sistemi, furto di dati, minacce di divulgazione e interruzioni operative. A queste si aggiungono le frodi via email aziendale e l’ingegneria sociale, meno numerose ma capaci di generare perdite consistenti, anche grazie a impersonificazioni rese più credibili dall’intelligenza artificiale.
Un altro fronte critico è quello delle terze parti. Il 14% delle notifiche europee è collegato a fornitori, partner tecnologici o componenti della catena di approvvigionamento. Un incidente che colpisce una piattaforma HR, un provider cloud, un servizio SaaS o un processore di pagamento può propagarsi a molte aziende clienti, aumentando costi e tempi di ripristino.
Sul piano settoriale, il manifatturiero pesa ormai per circa il 20% delle notifiche europee. La complessità dei sistemi IT e OT, la presenza di infrastrutture legacy e il rischio di blocco della produzione rendono queste imprese particolarmente vulnerabili. In crescita anche il comparto alimentare e delle bevande, mentre comunicazioni, media e tecnologia rappresentano circa il 17%.
Il report richiama infine l’attenzione sulla preparazione. Con NIS2, le imprese classificate come essenziali o importanti devono rispettare obblighi di segnalazione più stringenti: allerta entro 24 ore, notifica dettagliata entro 72 ore e rapporto finale entro un mese. Diventa quindi fondamentale aggiornare i piani di risposta, chiarire ruoli e responsabilità, testare scenari di crisi e valutare l’adeguatezza dei programmi assicurativi.
Il messaggio è chiaro: meno notifiche non significa meno rischio. La resilienza passa dalla capacità di prevenire, reagire e coordinare tecnologia, legale, comunicazione, risk management e coperture assicurative.
