Nonostante nel 2025 la frequenza dei sinistri stradali abbia continuato a diminuire, i premi RC Auto restano elevati. A pesare sono l’aumento del costo medio dei risarcimenti e le persistenti pressioni inflazionistiche. A rivelarlo è un’indagine dell’Osservatorio Assicurativo di Segugio.it.
La riduzione della sinistrosità – secondo gli esperti del comparatore – non appare riconducibile a una contrazione della mobilità, come avvenuto durante la pandemia, ma sembra piuttosto riflettere fattori strutturali. Tra questi, l’entrata in vigore delle nuove disposizioni del Codice della Strada e la crescente diffusione dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), come frenata automatica d’emergenza, mantenimento della corsia e cruise control adattivo.
Tuttavia, il premio medio RC Auto non beneficia del calo della frequenza dei sinistri. La spiegazione è duplice. Da un lato, il costo medio per sinistro delle autovetture è aumentato del 3% nel corso del 2025, raggiungendo i 2.253 euro, principalmente per effetto delle dinamiche inflazionistiche che continuano a incidere sul settore delle riparazioni. Dall’altro, le tensioni geopolitiche e l’incertezza del contesto internazionale alimentano aspettative di ulteriori aumenti dei costi energetici e della filiera automotive.
In altre parole, se il numero degli incidenti diminuisce, il costo di ciascun sinistro continua ad aumentare. Uno squilibrio che contribuisce a mantenere elevati i premi RC Auto nonostante il miglioramento della sinistrosità.
In questo scenario, molti automobilisti si trovano a dover affrontare aumenti del premio al momento del rinnovo della polizza, soprattutto in presenza di un incidente che comporta il peggioramento della classe di merito. Eppure, l’Osservatorio Assicurativo di Segugio.it evidenzia come anche per questi assicurati la comparazione delle offerte disponibili sul mercato possa tradursi in risparmi significativi.
I dati relativi ai primi cinque mesi del 2026 mostrano infatti che gli utenti che dichiarano un sinistro avvenuto nell’ultimo anno possono ottenere un risparmio medio del 50,3%, pari a 760,88 euro, confrontando le proposte delle diverse compagnie. (Tabella 1)

Analizzando i dati a livello territoriale, emerge come il potenziale di risparmio non sia uniforme lungo tutta la Penisola. (Tabella 2). Nelle regioni caratterizzate da premi medi storicamente più elevati e da una maggiore variabilità tariffaria tra compagnie, il beneficio derivante dalla comparazione tende infatti ad aumentare. Il valore più elevato si registra in Molise (62,0%), seguito da Abruzzo (56,8%) e Basilicata (56,1%). All’estremo opposto si collocano Valle d’Aosta (45,5%), Umbria (45,9%) e Toscana (46,5%), dove il differenziale tra le offerte disponibili risulta mediamente più contenuto.

La situazione non è omogenea neppure considerando le diverse fasce d’età degli assicurati. I conducenti fino a 24 anni possono beneficiare di un risparmio medio pari al 40,3%, inferiore rispetto alle altre classi anagrafiche. Sono invece gli assicurati dai 45 anni in su a registrare i valori più elevati, superiori al 52% (Tabella 3).

