Data center hyperscale, il gap assicurativo cambia le regole del finanziamento

Secondo S&P Global Ratings, la crescita dei grandi campus infrastrutturali destinati all’AI e al cloud sta rendendo sempre più difficile ottenere coperture integrali. Il rischio di coda potrebbe così trasferirsi progressivamente dalle polizze alle strutture finanziarie.
data center

La corsa ai data center hyperscale sta aprendo una nuova questione per il mercato assicurativo e finanziario. Secondo un’analisi di S&P Global Ratings, il crescente divario tra il valore dei grandi progetti infrastrutturali e la copertura assicurativa effettivamente disponibile potrebbe ridefinire le modalità con cui questi asset vengono finanziati.

Il punto di partenza è la dimensione sempre più elevata degli investimenti necessari per realizzare campus di data center hyperscale, destinati a sostenere la crescita del cloud, dell’intelligenza artificiale e dei servizi digitali su larga scala. In alcuni casi, la spesa in conto capitale può raggiungere decine di miliardi di dollari per singolo sito. Una scala che rende più complesso, rispetto ai data center tradizionali, ottenere una copertura assicurativa integrale sull’intero valore del progetto.

Secondo S&P, questo gap assicurativo potrebbe assumere un ruolo sempre più rilevante nella definizione della struttura del capitale. La copertura disponibile, infatti, tende a sostenere soltanto quella parte del valore degli asset che i finanziatori ritengono recuperabile anche in scenari sfavorevoli. Di conseguenza, l’assicurazione non rappresenta più soltanto uno strumento di protezione del rischio operativo, ma diventa un elemento che incide direttamente sulla finanziabilità del progetto.

Un aspetto centrale riguarda il modo in cui vengono costruiti i programmi assicurativi. Nel caso dei grandi data center hyperscale, le coperture possono essere strutturate sulla base del Probable Maximum Loss o del Maximum Foreseeable Loss e articolate su più livelli. Questo significa che la protezione assicurativa può coprire solo una parte del valore complessivo del progetto, lasciando scoperta una quota potenzialmente rilevante del rischio estremo.

È proprio questa quota, il cosiddetto rischio di coda, a rappresentare una delle principali criticità evidenziate dall’analisi. Se la copertura assicurativa non riesce a seguire la crescita dimensionale e finanziaria dei progetti, una parte crescente del rischio potrebbe trasferirsi alle strutture finanziarie che sostengono gli investimenti. In altri termini, ciò che non viene assorbito dal mercato assicurativo rischia di ricadere sui finanziatori e sugli schemi di capitale utilizzati per rendere bancabili queste infrastrutture.

Per gli operatori di mercato, la valutazione del rischio sottostante diventa quindi più complessa. I data center hyperscale non sono soltanto asset immobiliari o tecnologici di grandi dimensioni, ma infrastrutture critiche la cui realizzazione richiede capitali ingenti, coperture articolate e una comprensione sempre più sofisticata dei rischi fisici, operativi e finanziari.

Secondo S&P, proprio l’evoluzione di schemi assicurativi non standardizzati e il progressivo trasferimento del rischio di coda nelle strutture finanziarie potrebbero portare a una sottovalutazione del rischio effettivo. Un tema destinato ad acquisire importanza con l’accelerazione degli investimenti in infrastrutture digitali, in particolare alla luce della domanda crescente generata dall’intelligenza artificiale.

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