Covip, fondi pensione a 262 miliardi. Assoprevidenza: “Si apre una fase 2.0”

La Relazione annuale sull’attività 2025 fotografa un sistema in crescita: quasi 10,5 milioni di iscritti alla previdenza complementare, contributi per 22,4 miliardi e casse professionali con attività per 136 miliardi. Per Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, il documento contestualizza il ruolo delle coperture integrative nel welfare del Paese, dalla sanità alla Long Term Care.
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Quasi 10,5 milioni di iscritti alla previdenza complementare, risorse accumulate per 262 miliardi di euro e contributi incassati nell’anno pari a 22,4 miliardi. Sono alcuni dei numeri più significativi emersi dalla Relazione annuale sull’attività svolta dalla COVIP nel 2025, presentata a Roma presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.

Il quadro delineato dal presidente Mario Pepe restituisce un settore che continua a crescere e che assume un peso sempre più rilevante all’interno del sistema di welfare italiano. Alla fine del 2025, le forme pensionistiche complementari operative in Italia sono 273: 33 fondi negoziali, 38 fondi aperti, 71 piani individuali pensionistici e 131 fondi pensione preesistenti. Un numero in calo da oltre vent’anni per effetto del consolidamento del settore, ma accompagnato da una maggiore dimensione media dei fondi e da una più ampia capacità di risposta a scenari economici e sociali complessi.

Gli iscritti alla previdenza complementare sono arrivati a quasi 10,5 milioni, in aumento del 4,8% rispetto al 2024, pari al 39,9% delle forze di lavoro. La crescita riguarda in particolare i fondi negoziali, che contano 4,4 milioni di iscritti, e i fondi aperti, arrivati a 2,2 milioni. Restano però alcuni squilibri strutturali: gli uomini rappresentano il 61,2% degli iscritti, contro il 38,8% delle donne, mentre la partecipazione continua a essere più elevata nelle regioni settentrionali, dove si concentra il 57,3% degli aderenti.

Le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari hanno raggiunto i 262 miliardi di euro, in crescita del 7,7% rispetto all’anno precedente, soprattutto grazie alla dinamica positiva dei mercati finanziari. Si tratta di un ammontare pari all’11,6% del PIL e al 4% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. In aumento anche i contributi incassati nel 2025, pari a 22,4 miliardi di euro, con una crescita dell’8,7% rispetto al 2024.

Sul fronte delle prestazioni, nel 2025 sono state erogate prestazioni pensionistiche in capitale per 5,5 miliardi di euro e in rendita per 347 milioni. I riscatti sono stati pari a 2,1 miliardi, mentre le anticipazioni hanno raggiunto i 2,8 miliardi. Nell’anno sono stati pagati anche circa 2,8 miliardi di euro di rendite integrative temporanee anticipate, per lo più dai fondi pensione preesistenti.

La Relazione si sofferma anche sull’allocazione degli investimenti. I fondi pensione mantengono una quota prevalente, pari al 55,8% del totale, in obbligazioni governative e altri titoli di debito. L’esposizione azionaria complessiva sale invece al 32,9%, mentre gli investimenti nell’economia italiana ammontano a 43,9 miliardi di euro, pari al 19,3% del totale. Cresce inoltre l’attenzione verso strumenti finanziari non quotati e fondi alternativi, come private equity, private debt e infrastrutturali, che possono contribuire alla diversificazione dei portafogli e al sostegno dell’attività produttiva delle imprese italiane.

I rendimenti del 2025 sono stati positivi per tutte le tipologie di comparto delle forme pensionistiche complementari. I comparti azionari hanno registrato le performance più elevate, con rendimenti medi compresi tra il 7,5% e il 10%, mentre quelli bilanciati si sono collocati tra il 3,5% e il 5,5%. Su un orizzonte decennale, le linee a maggiore contenuto azionario hanno ottenuto rendimenti medi annui composti intorno al 5%, superiori al rendimento medio delle altre linee di investimento e anche al tasso di rivalutazione del TFR, pari al 2,5% medio annuo nel decennio.

Accanto ai fondi pensione, la Relazione COVIP fotografa anche il ruolo delle casse di previdenza. Alla fine del 2025, le attività complessivamente detenute dalle casse ammontano, a valori di mercato, a 136 miliardi di euro, in crescita dell’8,7% rispetto all’anno precedente. Gli investimenti nell’economia italiana raggiungono i 52,3 miliardi di euro, pari al 38,4% delle attività totali, con una componente rilevante rappresentata da titoli di Stato, immobili e titoli emessi da imprese italiane.

Nel complesso, dalla Relazione emerge l’immagine di un sistema che cresce per iscritti, masse gestite e contributi, ma che deve ancora affrontare nodi importanti: l’allargamento della partecipazione, il superamento dei divari di genere e territoriali, la maggiore adesione dei giovani e la necessità di rendere sempre più comprensibile il valore della previdenza complementare per i cittadini.

È in questo quadro che si inserisce il commento di Assoprevidenza. “La Relazione del Presidente Pepe – ha dichiarato il presidente Sergio Corbello a margine dell’Assemblea Covip – contestualizza la previdenza complementare, e le coperture integrative in generale, a cominciare dalla sanità integrativa, e il ruolo delle casse professionali di primo pilastro nel generale contesto della tutela presente e prospettica del welfare del Paese”.

Secondo Corbello, il documento richiama in modo diretto anche il tema della protezione nella fase più avanzata della vita. La Relazione, ha aggiunto, pone infatti una particolare attenzione “alla tutela dei cittadini nella vecchiaia estrema” e contiene quindi “un diretto richiamo anche alle coperture di LTC, per la diffusione delle quali Assoprevidenza si batte da tempo”.

Per il presidente di Assoprevidenza, la Relazione può segnare anche l’apertura di una nuova fase per l’Autorità di vigilanza. “Credo si possa affermare che la Relazione – ha proseguito Corbello – segni l’avvio di una Covip 2.0, sempre più aperta al dialogo con i vigilati, a contenuto burocratico ridotto e fortemente votata all’effettivo sviluppo delle coperture complementari per i cittadini”.

Una filosofia nella quale Assoprevidenza si riconosce pienamente. “Si tratta di una filosofia su cui Assoprevidenza si riconosce in toto”, ha concluso Corbello.

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