La cyber resilience entra nei piani strategici delle assicurazioni

Il settore assicurativo accelera il passaggio da una logica di difesa perimetrale a modelli integrati di resilienza operativa. I dati del Cybersecurity HUB fotografano un comparto in trasformazione, con minacce in crescita e una governance sempre più allineata al business.
La cyber resilience entra nei piani strategici delle assicurazioni

Ransomware, phishing, attacchi DoS: le minacce informatiche non sono più un rischio tecnico residuale per le compagnie assicurative, ma una variabile strategica con impatto diretto sulla continuità operativa e sulla fiducia dei clienti. È questo il quadro che emerge dai dati del Cybersecurity HUB, che nel 2026 restituisce un settore finanziario – assicurazioni incluse – impegnato in una transizione profonda: dalla cybersecurity tradizionale alla cyber resilience.

Il ransomware resta la minaccia più temuta. Il 25% delle istituzioni ne segnala un forte aumento, con una capacità concreta di bloccare sistemi essenziali, cifrare dati critici e interrompere l’operatività. Una minaccia che, per un settore come quello assicurativo – dove la gestione dei sinistri, la liquidazione e i processi core non possono fermarsi – rappresenta un rischio sistemico di primo ordine. Il phishing mostra invece una dinamica più stabile, ma non meno insidiosa. Il 43% delle istituzioni dichiara di essere colpito da campagne multiple ogni giorno, e il 40% complessivo del mercato registra una crescita nella frequenza degli attacchi (21% in forte aumento, 19% in aumento). Il 60% lo percepisce come una minaccia costante. La centralità del fattore umano rimane dunque un nodo critico, particolarmente rilevante in compagnie con reti distributive estese e personale distribuito sul territorio. Ancora più diffusa la pressione del malware: il 50% delle istituzioni rileva attacchi più volte al giorno, segno di un’esposizione continua che impone sistemi di monitoraggio attivi senza interruzioni. Sul versante difensivo, i dati mostrano una maturità in progressiva crescita. L’83% del mercato dichiara di aver respinto con successo attacchi di Denial of Service.

Governance integrata: sicurezza e business lavorano insieme

Il dato forse più significativo per il settore assicurativo riguarda però l’evoluzione del modello di governance. Il 100% delle istituzioni coinvolge la funzione cybersecurity nelle attività di penetration test, il 90% nella definizione dei requisiti di sicurezza, e l’81% nelle attività di identificazione e analisi dei rischi cyber. Una collaborazione strutturata tra funzione tecnica e business che segna il superamento della logica a silos. Per le assicurazioni, questo allineamento ha implicazioni dirette: la gestione del rischio cyber smette di essere una prerogativa dell’IT e diventa parte integrante dei processi di underwriting, compliance e continuità operativa. Un cambio di paradigma che evidenzia come la cyber resilience non sia più un traguardo da raggiungere, ma un processo dinamico in continua evoluzione, che si riflette nelle scelte tecnologiche e operative: tecnologie come AI e Machine Learning per l’anomaly detection, insieme a threat intelligence, XDR, Zero Trust e autenticazione avanzata, stanno diventando elementi strutturali della sicurezza.

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