C’è una frase che gli italiani conoscono bene: “Poi ci penso”. Pronunciata davanti a una bolletta troppo cara o a una polizza auto da rinnovare, questa abitudine innocua si trasforma in un costo molto concreto. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto mUp Research e presentata in occasione dell’evento “Quanto ci costa rimandare. Il danno economico dell’indecisione”, organizzato in collaborazione con Consumerismo No Profit, la procrastinazione è costata agli italiani 1,3 miliardi di euro solo nell’ultimo anno, limitandosi ai soli casi in cui si è rimandato il cambio di fornitore per luce, gas, RC auto e RC moto.
Il paradosso emerso dalla ricerca è illuminante: quando si chiede ai consumatori su quali spese vogliono risparmiare, le risposte sono nette. Le bollette della luce e del gas e l’assicurazione auto occupano stabilmente le prime posizioni, e il 66% degli intervistati sa perfettamente che il modo più efficace per ridurre i costi è cambiare fornitore. Eppure, tra l’intenzione e l’azione si apre un vuoto temporale che va dai 52 ai 74 giorni in media, e in alcuni casi supera addirittura l’anno.
RC auto e moto: dove l’indecisione pesa di più
Nel settore assicurativo il fenomeno è particolarmente evidente. Quasi 6,4 milioni di italiani hanno cambiato compagnia RC auto nell’ultimo anno, ma ci hanno messo in media 66 giorni dal momento in cui hanno deciso di farlo a quando hanno firmato il nuovo contratto. Un ritardo che, secondo le stime, è costato loro 104 euro in media a persona, per un totale di 560 milioni di euro a livello nazionale.
Ancora più marcato il dato sull’RC moto: 74 giorni di media e un danno economico di 148 euro per centauro, arrivando a un totale di 87 milioni di euro persi complessivamente.
“Le compagnie assicurative fanno spesso promozioni temporanee per attirare specifici profili – sottolinea Maurizio Pescarini, CEO di Facile.it -. Muoversi almeno 30-45 giorni prima della scadenza della polizza aumenta la possibilità di intercettare queste offerte e consente di bloccare il premio fino alla firma”.
Perché continuiamo a rimandare
La ricerca ha indagato anche le motivazioni alla base di questa paralisi decisionale. La difficoltà a trovare il fornitore giusto è il freno principale, citato dal 42% degli intervistati, seguita dalla mancanza di tempo (21%), dalla paura di fare la scelta sbagliata (15%) e dalla scarsa conoscenza della materia (9%). Nell’11% dei casi, invece, il ritardo è stato causato da vincoli contrattuali ancora in corso, mentre il 6% temeva che il processo richiedesse troppo tempo. C’è poi un 5% che, con una certa onestà disarmante, ha ammesso di aver rimandato semplicemente per pigrizia.
La buona notizia è che molte di queste barriere sono oggi superabili in pochi minuti. I numeri lo confermano: nel 2025, attraverso il solo portale Facile.it e limitatamente alle polizze RC auto, gli italiani hanno risparmiato complessivamente 108 milioni di euro grazie alla comparazione.
In un momento in cui l’inflazione erode il potere d’acquisto e le tariffe energetiche restano volatili, rimandare il cambio fornitore non è una scelta neutrale.
Ricerca commissionata da Facile.it a mUp Research, condotta tra il 28 febbraio e il 4 marzo 2026 su un campione rappresentativo di 1.009 individui di età compresa tra 25 e 74 anni, residenti su tutto il territorio nazionale.
