Cyber risk, per gli assicuratori la valutazione del rischio resta il nodo principale

Secondo GlobalData, la difficoltà nel misurare con precisione l’esposizione agli attacchi informatici frena ancora l’offerta di coperture cyber. L’evoluzione delle minacce e il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale rendono necessario un approccio più attivo e adattabile.
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La propensione a offrire assicurazioni contro i rischi informatici rimane contrastante, poiché le difficoltà nella valutazione dei rischi rendono complesso garantire la redditività di questo tipo di coperture. Gli assicuratori devono infatti monitorare costantemente e adattarsi a un panorama dei rischi informatici in continua evoluzione. A rivelarlo è uno studio di GlobalData.

Secondo il sondaggio realizzato dalla società sui siti di Verdict Media nel primo trimestre del 2026, che ha raccolto le risposte di esperti del settore, la valutazione accurata dei rischi informatici rimane la sfida più grande che gli assicuratori devono superare per offrire coperture cyber. Quasi un terzo degli intervistati, il 32,1%, indica infatti questo aspetto come l’ostacolo principale. La percentuale è significativamente superiore rispetto a quella di chi cita la gestione dell’esposizione ai rischi condivisi, per esempio il caso di più clienti colpiti dallo stesso attacco informatico, indicata dal 20,2% del campione e seconda risposta più frequente.

“A differenza dei rami assicurativi tradizionali, gli assicuratori non possono fare affidamento su dati storici completi per valutare i rischi informatici”, ha affermato Beatriz Benito, Lead Insurance Analyst di GlobalData. “Inoltre, i rischi informatici sono in continua evoluzione e imprevedibili, con hacker sempre più esperti e sofisticati nelle loro tecniche. L’intelligenza artificiale viene utilizzata sempre più spesso negli attacchi. Ciò aggiunge un ulteriore livello di complessità, a causa della natura in rapida evoluzione dell’IA, con molti assicuratori che ora inseriscono esclusioni specifiche relative all’intelligenza artificiale”.

Gli attacchi di alto profilo non sono rari e possono risultare particolarmente costosi per gli assicuratori, sollevando interrogativi su come determinare correttamente il prezzo della copertura cyber. Più aziende, infatti, possono essere colpite dallo stesso evento di grande portata, con conseguenti costi di risarcimento elevati. Un aspetto che, a sua volta, si collega alla difficoltà di valutare adeguatamente i rischi.

“Gli assicuratori applicano in genere premi di base elevati per garantire che l’offerta di assicurazioni contro i rischi informatici sia redditizia”, ha spiegato Benito. “Date le condizioni in rapida evoluzione e l’imprevedibilità dei rischi, gli assicuratori devono adottare un approccio attivo, monitorando continuamente i rischi e adattandosi alle minacce emergenti. Una maggiore adattabilità tra gli assicuratori sarà fondamentale per migliorare la capacità. Tuttavia, gli assicuratori più piccoli potrebbero semplicemente non avere ancora la possibilità di offrire assicurazioni contro i rischi informatici, mentre la propensione ad assumersi questo rischio varia tra i fornitori più grandi”.

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