IA, il 90% delle aziende punta sulle persone ma poche investono nel capitale umano

Dallo Human Capital Trend Study di Aon è emerso un divario tra adozione tecnologica e preparazione del personale: uno scollamento che minaccia il valore e la resilienza delle imprese.
AI e Healthcare

Il 90% delle aziende punta sulle persone ma poche investono nel capitale umano. A rivelarlo è il primo Human Capital Trend Study di Aon che ha evidenziato un divario critico al centro delle strategie aziendali sull’IA. Le aziende sono consapevoli che il successo dell’intelligenza artificiale dipenda dai propri dipendenti, ma faticano a stanziare risorse per lo sviluppo del personale.

I dati mostrano come l’88% dei datori di lavoro sia convinto che l’IA imporrà un’evoluzione delle competenze, sottolineando che le capacità umane peseranno più delle conoscenze tecniche nei prossimi tre anni. Nonostante il 73% delle organizzazioni abbia avviato soluzioni di IA, solo il 18% dichiara programmi di reskilling o upskilling. Questo divario appare marcato quando l’adozione dell’IA non viene integrata in una visione d’insieme che unisca obiettivi aziendali, modelli operativi e competenze del personale. Solo il 28% delle organizzazioni ha assunto dipendenti con competenze specifiche in IA, sottolineando l’affidamento sullo sviluppo del talento interno. Il risultato è una discrepanza tra ciò che le aziende sanno essere fondamentale per il successo e la priorità alle risorse: un divario che emerge come rischio concreto per il valore d’impresa.

“I vincitori nell’applicazione dell’IA saranno coloro che guideranno con strategie per le persone di livello mondiale – Ha affermato Greg Case, Presidente e Ceo di Aon – L’IA rappresenta un’opportunità storica di crescita, in particolare per le organizzazioni che affrontano la trasformazione integrando persone e tecnologia, affinché evolvano all’unisono. Colmando il divario tra ambizione e preparazione, i leader possono agire con fiducia, rafforzare la resilienza a lungo termine e vincere oggi e in futuro”.

Il ruolo del capitale umano nelle prestazioni dell’IA

Molte organizzazioni implementano l’IA più velocemente di quanto costruiscano le competenze necessarie per renderla efficace: l’80% punta sull’automazione, ma solo il 35% dà priorità a upskilling e reskilling.  Nonostante l’84% dei leader riconosca che i punti di forza umani diventeranno sempre più importanti, emerge un chiaro disallineamento: le aziende accelerano l’automazione mentre sotto-investono nelle persone necessarie per renderla operativa.

I rischi relativi alle persone sono rischi aziendali: senza un’adeguata preparazione della forza lavoro e linee guida chiare, l’implementazione dell’IA subisce rallentamenti, decisioni frammentate e criticità operative. Questo scollamento tra tecnologia e prontezza umana finisce per limitare i guadagni di performance previsti dagli investimenti.

“Il successo dell’IA dipende in ultima analisi dalle persone, ma la maggior parte sta ancora investendo principalmente nella tecnologia – Ha dichiarato Byron Beebe, Ceo di Human Capital per Aon – È in questo scollamento che si perde l’opportunità”.

Investire nelle persone per rendere l’IA realmente operativa

Le organizzazioni in una fase avanzata di implementazione dell’IA mostrano un maggiore allineamento tra tecnologia e strategia della forza lavoro. Le aziende che hanno pienamente adottato l’IA hanno una probabilità più elevata di mostrare un forte impegno della leadership verso il benessere dei dipendenti.  Ciò suggerisce che la capacità di rendere operativa l’IA sia  legata alla sostenibilità umana e alla fiducia: fattori chiave per scalare il cambiamento in modo efficace.

Trasformare l’investimento in IA in impatto

Per colmare il divario di preparazione, lo studio Aon suggerisce di allineare l’IA alla pianificazione del personale e di investire in formazione continua e leadership consapevole, supportate da analisi dei dati evolute. Con l’accelerazione tecnologica, le aziende devono scegliere se puntare solo sui software o investire equamente nelle persone: solo chi integrerà competenze e cultura aziendale potrà trasformare l’IA in un vantaggio competitivo duraturo.

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