Dalla collaborazione alla competizione: il cambio di percezione sulle insurtech

Secondo un sondaggio di GlobalData, per molti addetti ai lavori queste startup non sono più soltanto collaboratori, ma possibili sfidanti capaci di mettere in discussione il ruolo degli operatori storici.
investimenti insurtech

Per anni le insurtech sono state soprattutto alleate delle compagnie, partner tecnologici chiamati a innovare processi e servizi. Ora però, secondo un sondaggio di GlobalData, una delle principali piattaforme di intelligence di settore, la percezione sta cambiando: per molti addetti ai lavori queste startup non sono più soltanto collaboratori, ma possibili sfidanti capaci di mettere in discussione il ruolo degli operatori storici. Secondo lo studio, infatti, circa un terzo degli addetti ai lavori ritiene che la sfida più grande nei prossimi due anni proverrà dalle insurtech, davanti ai concorrenti già esistenti, ai provider Big Tech, alle banche e ai nuovi operatori.

“Le insurtech hanno generalmente collaborato con i principali assicuratori – ha commentato Ben Carey-Evans, analista senior nel settore assicurativo presso GlobalData – Il settore presenta barriere all’ingresso estremamente elevate, dovute alla regolamentazione, alla mancanza di notorietà del brand e di fiducia, nonché alla necessità di disporre di ingenti risorse liquide. Le insurtech, spesso, non hanno sfidato le compagnie sul terreno delle politiche di sottoscrizione, ma hanno stretto partnership con loro in specifici ambiti, come l’integrazione di dispositivi Internet of Things (IoT) o l’implementazione dell’intelligenza artificiale. Inoltre, possono concentrarsi su aree più specialistiche e, proprio per questo, sviluppare competenze superiori rispetto agli assicuratori in quei segmenti”.

Gli incumbent vedono le insurtech come una possibile minaccia

Gli addetti ai lavori vedono chiaramente le insurtech come una forma di minaccia. Le grandi aziende tecnologiche, come Amazon o anche Tesla nel settore automobilistico, sono spesso considerate una seria minaccia per gli assicuratori a causa delle loro capacità digitali e dell’alto livello di fiducia dei consumatori. Tuttavia, nel sondaggio le insurtech raccolgono quasi il doppio delle risposte

Per le insurtech è difficile sfidare gli assicuratori tradizionali, ma non impossibile. Negli ultimi anni Lemonade si è affermata come uno dei principali attori globali nel mercato dei danni. L’assicuratore statunitense specializzato in polizze per la casa ha ampliato la propria attività alle assicurazioni per animali domestici e si è espanso in Europa. Si è inoltre distinto come leader del settore nell’adozione dell’intelligenza artificiale, nel servizio clienti e nelle opzioni di pagamento online flessibili.

“Le insurtech come Lemonade rappresentano una minaccia per il settore, poiché offrono un servizio che i consumatori, soprattutto i più giovani, si aspettano da altri settori – ha continuato Carey-Evans – Ciò potrebbe far sembrare antiquati gli assicuratori tradizionali, ed è forse per questo che le startup insurtech sono ora viste come una tale minaccia. È improbabile che le insurtech minaccino gli assicuratori nel loro complesso, tuttavia, operatori specializzati come quelli che stanno emergendo offrendo assicurazioni per inquilini nell’ambito delle assicurazioni sulla casa e assicurazioni auto basate sull’utilizzo possono unirsi per offrire una maggiore varietà ai consumatori e intaccare la quota di mercato”.

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Numero 182 – InsurZine Weekly 24 luglio 2026

Europa, il mercato insurtech cambia passo: Alan traina, Italia tra i mercati più dinamici. L’AI ridisegna la filiera assicurativa: perché compagnie e broker devono investire in modo diverso. Underwriting, l'AI è ormai di casa: l'80% dei team la usa ogni giorno.

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