L’aumento della longevità e la concentrazione della ricchezza tra le generazioni più anziane stanno trasformando la domanda di protezione assicurativa. È quanto emerge dal nuovo sigma report di Swiss Re, secondo cui nei paesi avanzati il 27% della popolazione avrà oltre 65 anni entro il 2050. Questo fenomeno sposterà il baricentro del settore vita, dalla protezione del reddito familiare alla pianificazione patrimoniale e alla copertura dei bisogni di cura e assistenza personale.
“L’impatto della Silver Economy sugli assicuratori è destinato ad accelerare, aprendo una nuova fase di innovazione – ha dichiarato Paul Murray, Ceo di Swiss Re Life & Health Reinsurance – Ci troviamo di fronte a una generazione più numerosa, più longeva e mediamente più ricca. L’industria assicurativa ha oggi l’opportunità di ridefinire la propria rilevanza verso gli over 65.”
Il report inoltre ha evidenziato che, con l’aumento dell’aspettativa di vita, le compagnie dovranno orientarsi dalla fase di accumulazione del reddito, tipica degli anni lavorativi, alla fase di decumulo, quella in cui le persone trasformano i risparmi in flussi di reddito regolari attraverso pensioni integrative, rendite e soluzioni sanitarie integrate. Il riassicuratore ha sottolineato come, in questo contesto, l’esigenza di ampliare l’offerta di prodotti volti a coprire il rischio di longevità sia essenziale.
L’aumento della popolazione over 80, che in Europa crescerà dell’80% entro il 2050, metterà sotto pressione i sistemi di welfare. Nei mercati maturi, le soluzioni che integrano assicurazione vita, protezione contro malattie gravi e long-term care stanno progressivamente diffondendosi. Un esempio – si legge nel report di Swiss Re – è il mercato francese, dove si contano già 1,4 milioni di assicurati, a dimostrazione della crescita di questo segmento.
“L’invecchiamento inciderà sia sul rischio sia sugli attivi delle compagnie – ha dichiarato Jérôme Jean Haegeli, Chief Economist di Swiss Re – Con l’aumento dei tassi d’interesse e dell’inflazione, potremmo assistere a una fase di rendimenti più solidi e maggiore redditività per il settore”.
Ripensare la salute e l’assistenza
L’aumento della popolazione anziana metterà a dura prova i servizi di assistenza a lungo termine, che già rappresentano oltre il 2% del PIL nelle economie avanzate. Con i costi medi delle case di cura private negli Stati Uniti pari a 111.000 dollari all’anno, sarà necessario trovare meccanismi per finanziare l’assistenza.
La sottoscrizione di un’assicurazione long term care può essere complessa, data la natura di lunga durata del prodotto e l’incertezza dei parametri. Gli approcci attualmente di successo mirano a integrare le prestazioni statali o a combinare l’assistenza a lungo termine con coperture per malattie gravi e vita. In Francia, ad esempio, i prodotti che integrano le prestazioni statali si sono dimostrati molto popolari.
Il mercato dell’assistenza a lungo termine è cresciuto fino a raggiungere 1,4 milioni di assicurati e oltre 500 milioni di euro di premi annuali. I prodotti sono personalizzati in base all’accessibilità economica e la distribuzione è supportata dalle reti di bancassicurazione e dai canali digitali.
Un’altra esigenza urgente sarà la protezione contro patologie come il cancro per gli assicurati più anziani. Questo poichè l’età media della diagnosi di cancro è di 67 anni, ma la maggior parte delle polizze contro le malattie gravi scade prima del pensionamento, lasciando un vuoto di protezione proprio quando il rischio diventa più elevato. A illustrare un esempio virtuoso su questo fronte sono ancora una volta gli esperti di Swiss Re che hanno riportato nello studio i casi relativi a Thailandia e Corea. Alcune compagnie di questi due Paesi hanno lanciato coperture specifiche per il cancro rivolte agli anziani, abbinate a prodotti sanitari o di rendita più ampi.
