La mancanza di competenze all’interno delle compagnie assicurative è la sfida più grande all’implementazione della tecnologia dell’intelligenza artificiale. È quanto emerge da un sondaggio condotto da GlobalData sulle piattaforme Verdict Media. I risultati dell’indagine, che ha raccolto le risposte di oltre 120 addetti ai lavori del settore, indicano che il 24,4% degli intervistati ha identificato la mancanza di competenze interna come il principale ostacolo all’adozione dell’IA. Altre preoccupazioni chiave includono la mancanza di comprensione tra i clienti (21,3%), lo scetticismo sulla prontezza dell’IA per un uso diffuso (17,3%) e la mancanza di fiducia dei clienti (13,4%).
Secondo gli esperti di GlobalData, per affrontare queste sfide, le compagnie assicurative devono investire in programmi di istruzione e formazione sull’IA per la propria forza lavoro. Aggiornare le competenze dei dipendenti esistenti attraverso corsi specializzati in IA, analisi dei dati e apprendimento automatico può infatti aiutare a colmare il divario di conoscenza mentre la collaborazione con università e fornitori di tecnologia per sviluppare programmi di formazione personalizzati può permettere ai dipendenti di acquisire sia conoscenze teoriche che esperienza pratica nelle applicazioni AI.
“Il settore assicurativo riconosce il potenziale dell’AI, ma la mancanza di competenze interne rimane un ostacolo significativo – afferma Charlie Hutcherson, associate insurance analyst presso GlobalData – Senza il talento giusto, le compagnie assicurative faranno fatica a implementare efficacemente soluzioni basate sull’AI. Le aziende che danno priorità alla formazione AI e all’acquisizione di talenti otterranno un vantaggio competitivo man mano che l’adozione dell’AI continua a crescere”.
I clienti, aggiunge GlobalData, vanno invece istruiti sui vantaggi dell’AI. Inoltre garantire la trasparenza nelle decisioni basate sull’AI sarà fondamentale per superare i problemi di fiducia.
“In definitiva, le compagnie assicurative che affrontano queste sfide attraverso una combinazione di sviluppo della forza lavoro, formazione dei clienti e partnership strategiche saranno nella posizione migliore per sbloccare il pieno potenziale dell’AI – aggiunge Hutcherson – Man mano che l’AI diventa sempre più parte integrante dell’elaborazione dei reclami, della valutazione dei rischi e del rilevamento delle frodi, le aziende che investono in competenze ora vedranno guadagni a lungo termine in termini di efficienza, accuratezza ed esperienza del cliente”.
