Nel 2025 il rischio di credito è destinato ad aumentare nel 2025 a causa della crescente concentrazione degli attacchi informatici sulle grandi aziende. A dirlo è Moody’s Ratings nel suo Cyber Outlook 2025. Secondo l’indagine, tra il 2022 e il 2023, il numero di attacchi ransomware è cresciuto del 70% e, a breve termine, le richieste di riscatto raggiungeranno cifre record. Questo fenomeno aggraverà l’impatto sui debitori con alti ricavi e maggiore esposizione finanziaria. “I responsabili degli attacchi ransomware stanno prendendo di mira organizzazioni più grandi per ottenere riscatti più elevati, aumentando così il rischio di credito”, spiega Leroy Terrelonge, Vicepresidente di Moody’s Ratings e autore del rapporto. “Questo cambiamento potrebbe incrementare il rischio cyber per le entità valutate da Moody’s e portare a un aumento dei rapporti di perdita per gli assicuratori cyber, influenzando i premi assicurativi negli Stati Uniti”.
Il rapporto segnala anche un altro pericolo emergente: l’uso dell’intelligenza artificiale generativa (GenAI) renderà le truffe — come phishing, deepfake e frodi finanziarie — ancora più sofisticate. Inoltre, cresceranno gli attacchi alla supply chain, con i fornitori di software, spesso meno protetti, che diventeranno un bersaglio privilegiato. Per mitigare questi rischi, le aziende dovranno rafforzare le verifiche di sicurezza sui fornitori.
Un altro problema evidenziato riguarda le credenziali rubate, che restano uno dei principali vettori di accesso per i cybercriminali. Secondo i ricercatori di IBM, tra il 2022 e il 2023 gli attacchi basati su credenziali sottratte sono aumentati del 71%, rendendoli il metodo più diffuso per ottenere accessi non autorizzati. Sebbene le passkey rappresentino un’alternativa più sicura alle password tradizionali, la loro adozione aziendale incontra ancora resistenze.
A complicare ulteriormente il quadro, la futura amministrazione repubblicana negli Stati Uniti potrebbe allentare le normative sulla cybersecurity. Ciò comporterebbe una riduzione degli obblighi normativi e un ridimensionamento delle attività della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA), esponendo così le aziende a un rischio maggiore di attacchi cyber.
In controtendenza, un nuovo trattato ONU sulla criminalità informatica potrebbe rafforzare la lotta globale contro il cybercrime.
