Cambiamento climatico, instabilità geopolitica, alle tensioni sociali e alla disinformazione sono questi i rischi che più preoccupano secondo alcune delle evidenze emerse dall’undicesima edizione del Future Risks Report 2024 del Gruppo Axa. L’indagine globale ha analizzato i rischi emergenti ed è stata realizzata in collaborazione con Ipsos, che ha intervistato oltre 3000 esperti di rischio in 50 Paesi e circa 20.000 cittadini da 15 Paesi, per comprendere e valutare la percezione della minaccia e dell’impatto dei rischi emergenti sull’intera società.
Il rischio climatico si conferma per il terzo anno consecutivo in cima alle classifiche in tutti i Paesi del mondo. Al secondo posto, l’instabilità geopolitica, in coerenza con lo scenario di attualità e con maggiore evidenza nelle macroregioni interessate da conflitti (Middle East, Europa), dove la percezione del rischio è evidentemente più alta.
Scalano di un posto, ma restano nella top 3, i rischi cyber, a loro volta connessi con l’instabilità geopolitica, ma anche con i rischi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei big data; a indicarli tra i più rilevanti sono in particolare gli esperti, soprattutto in Europa, ma in America e in Asia questi rischi scalano anche la classifica dei cittadini.
“L’edizione 2024 del Future Risks Report conferma che viviamo in un mondo in cui rischi sono sempre più strettamente interconnessi e si rafforzano a vicenda – ha dichiarato Chiara Soldano, Ceo del Gruppo assicurativo Axa Italia – Cresce il sentimento di vulnerabilità globale, ma fortunatamente anche la consapevolezza della prevenzione come arma fondamentale e della necessità di una risposta coordinata che coinvolga tutti. Come assicuratori siamo chiamati più di altri a essere consapevoli dei rischi, ad anticiparli e contrastarli. L’indagine sui rischi globali e le analisi che la accompagnano sono un contributo in questa direzione, una bussola per orientarsi nelle evoluzioni dello scenario e anticipare i bisogni di protezione di persone, imprese e comunità”.
Le evidenze emerse
In questa undicesima edizione, il Rapporto sui rischi futuri mette in evidenza la crescente complessità di gestire i rischi, prendere decisioni e affrontare le sfide in un mondo caratterizzato da rapidi progressi tecnologici e rischi sempre più interconnessi, dalla geopolitica alla sicurezza alla disinformazione. Il cambiamento climatico rimane la principale preoccupazione degli esperti di tutti i continenti. Nel frattempo, la consapevolezza popolare del suo impatto continua ad aumentare: il 77% del pubblico che ha selezionato questo rischio tra i primi cinque afferma di sentirsi vulnerabile nella vita di tutti i giorni, con un aumento rispetto al 73% del sondaggio dello scorso anno e un pari merito al primo posto.
A seguire troviamo l’instabilità geopolitica che preoccupa sempre di più gli esperti. Quest’ultima è infatti stata classificata come il rischio principale dal 16% degli esperti rispetto al 9% del 2023. Questo aumento è probabilmente legato alla crisi in corso in Medio Oriente, combinata con il protrarsi del conflitto in Ucraina e con l’acuirsi di un’atmosfera globale di tensioni, sfiducia e protezionismo.
La sicurezza informatica continua a essere considerata una minaccia importante. Sebbene sia scesa al terzo posto rispetto al secondo dello scorso anno, la sicurezza informatica figura tra i primi cinque rischi di più esperti individuali. La preoccupazione per questo rischio è probabilmente strettamente legata all’instabilità geopolitica, ai continui progressi nelle capacità dell’intelligenza artificiale e alla crescente dipendenza dai grandi fornitori.
In quarta posizione i rischi legati all’innovazione tecnologica, in particolare all’AI e ai Big data. Seguono in quinta posizione le tensioni sociali. In sesta posizione i rischi legati alle risorse naturali e alle biodiversità. In settima posizione i rischi legati all’energia, mentre in ottava posizione troviamo le nuove minacce alla sicurezza e il terrorismo. Chiudono la classifica i rischi legati alle pandemia e alle malattie infettive e i rischi legati alla stabilità finanziaria.
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