Tra gennaio e luglio 2024 la raccolta di nuovi premi attinenti a polizze temporanee sulla vita è aumentata del 17,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma chi si interessa a stipulare una polizza di questo tipo? I dati emersi da una ricerca di Life5 – insurtech spagnola fondata nel 2020 che lo scorso maggio ha esteso i suoi servizi al mercato italiano in collaborazione con Allianz Global Life – condotta sul 2024 su 15 mila persone, che hanno manifestato il desiderio di stipularne una, hanno tracciato un identikit di chi oggi in Italia è interessato a sottoscriverne una.
Uomo, tra i 40-50 anni, con l’intento di proteggere la propria famiglia
A testimonianza che ancora oggi è l’uomo a sentire la responsabilità della protezione economica della propria famiglia, i dati di Life5 riportano che, nel 2024, il 70% di chi si è interessato a stipulare una polizza vita è di genere maschile, mentre solo il 30% è donna. Tra le motivazioni assicurative principali troviamo infatti, per il 73% dei rispondenti, proprio la volontà di tutelare lo stile di vita della propria famiglia, per il 24% la protezione da una situazione debitoria come un mutuo o un finanziamento, e per il restante 3% altre motivazioni.
“Questa disparità è chiaramente specchio di un contesto sociale complesso e sfaccettato che include diversi fattori come il gap salariale e occupazionale tra i sessi in Italia, che purtroppo, secondo gli ultimi dati, risulta ancora troppo consistente – racconta Raffaele Didonato, Country Manager Italia di Life5 – Le cifre da noi riscontrate sono infatti destinate a cambiare solo nel caso in cui si verifichi una graduale inversione di rotta e quindi di trasformazione della società”.
Ulteriore conferma della disparità tra uomo e donna è rappresentata dal capitale assicurato medio, che per le donne (meno di 150 mila euro) è ancora inferiore del 12% rispetto a quello degli uomini (circa 170 mila euro). Questi dati sembrano arrivare in continuità con quanto riscontrato nel recente rapporto Ocse “Education at a Glance 2024”, ovvero che in Italia le giovani donne laureate guadagnano in media il 58% del salario dei loro coetanei maschi, evidenziando il più ampio divario retributivo di genere nell’area Ocse.
Infine, l’età media riscontrata, allineata per entrambi i sessi, è di 45-46 anni. Il 19% di chi si cerca una polizza vita ha infatti tra i 40 e i 45 anni mentre il 18% tra i 45 e i 50. I giovani fino ai 35 anni sono meno dell’8%, basso anche il numero di chi se ne interessa dopo i 60 anni (7%).
“Stipulare una polizza vita può sicuramente spaventare perché ci costringe a fare i conti con un’eventualità tragica ed emotivamente inaccettabile – prosegue Raffaele Didonato – tuttavia, le polizze temporanee caso morte sono uno strumento ideale e talvolta indispensabile per predisporre un piano finanziario ottimale e garantire sicurezza e serenità ai propri cari anche nel caso di eventi imprevisti”.
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