Il rischio di portafoglio di eventi di interruzione sistemica del cloud può essere ridotto attraverso la diversificazione geografica. A rivelarlo è una ricerca intitolata “Global Industry Exposure Database” condotta dall’insurtech Parametrix e dal broker Aon.
L’analisi mostra come le perdite derivanti da eventi di interruzione del cloud possano essere diversificate all’interno di grandi portafogli (ri)assicurativi. “Un livello significativo di diversificazione – si legge – può essere raggiunto sottoscrivendo portafogli di rischi aziendali che si estendono su più continenti o che sono geograficamente distanti all’interno dello stesso continente. Tuttavia, la sottoscrizione di un portafoglio che copre società di dimensioni diverse, ma all’interno dello stesso continente, offre una minore diversificazione”.
Questo perchè l’analisi considera il cyber “un rischio che non rispetta i confini nazionali, ma la natura unica della fornitura di servizi cloud implica che la regionalità svolga un ruolo negli eventi di perdita sistemica”.
“Negli ultimi anni, il mercato della (ri)assicurazione cyber si è concentrato sull’identificazione e la quantificazione degli eventi di aggregazione cyber – ha affermato Crystal Boch, US Head of Cyber Analytics presso le Reinsurance Solutions di Aon – Abbiamo fatto molti progressi in questo campo e abbiamo evidenziato l’impatto negativo che questi eventi possono avere sul settore e sull’economia, come ha dimostrato di recente l’incidente di CrowdStrike. Ci si è concentrati meno sul modo in cui gli assicuratori e i riassicuratori possono diversificare le loro esposizioni per mitigare gli effetti di questi eventi su un singolo portafoglio; questo documento intende fare un passo avanti in questa discussione”.
“La convinzione comune è che la diversificazione del rischio cloud sia quasi impossibile da realizzare – ha aggiunto Sharon Haran, responsabile di Parametrix Analytics – Tuttavia, la nostra modellazione di portafoglio rivela i chiari vantaggi che si ottengono sottoscrivendo un portafoglio che abbraccia tutto il mondo. Ora sappiamo come aiutare i nostri assicuratori a gestire uno dei due principali rischi informatici sistemici. Da oltre cinque anni raccogliamo dati sul cloud e sul modo in cui le aziende lo utilizzano”.
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