benessere mentale

Assicuratori e datori di lavoro devono fare gioco di squadra per migliorare il benessere mentale dei lavoratori. Secondo un sondaggio condotto da GlobalData, società di dati e analisi, quasi tre quarti dei consumatori a livello globale considerano la salute mentale la loro principale preoccupazione. In particolare, stress e ansia destano maggior apprensione, poiché sono spesso stigmatizzate, il che porta le persone a non parlarne e a non segnalare problematiche di questo tipo a professionisti competenti. Nonostante numerosi studi dimostrino l’aumento di richieste di aiuto in tal senso, gli assicuratori si sono mossi solo recentemente con l’inserimento nell’offerta assicurativa di servizi per mitigare il rischio di salute mentale.

L’indagine di GlobalData intitolata “Thematic Intelligence: Health & Wellness in Insurance” ha fatto una classifica dei Paesi dove i consumatori sono più preoccupati per la propria salute mentale. In cima si trovano Vietnam e Nigeria, con il 99% (67,0% estremamente preoccupato) e il 91,2% (63,5% estremamente preoccupato) dei consumatori che esprimono rispettivamente un certo grado di preoccupazione per il proprio benessere mentale. Fattori come le pressioni sociali, l’instabilità economica e l’accesso limitato ai servizi per la salute mentale contribuiscono ad aumentare questi livelli di preoccupazione. “Le disparità nei livelli di preoccupazione tra i paesi evidenziano la necessità fondamentale di dare priorità alle iniziative di salute mentale e benessere a livello globale – commenta Guillaume Anns, analista assicurativo presso GlobalData – Assicuratori, datori di lavoro e governi devono collaborare per aumentare l’accesso ai servizi di salute mentale, aumentare la consapevolezza, e creare ambienti di sostegno per le persone in cerca di aiuto.”

L’indagine di GlobalData ha evidenziato anche il ruolo di primo piano giocato dalle aziende in questo contesto, sostenendo la salute e il benessere generale dei propri dipendenti, con una notevole enfasi sulla sicurezza finanziaria, sulla salute mentale e sul benessere fisico. È stato infatti osservato un aumento nella priorità di fornire ai dipendenti iniziative di salute mentale e benessere dal 21,6% nel 2022 al 23,9% nel 2023. Diverso è il caso delle Pmi. Qui lo studio ha rivelato una tendenza preoccupante in cui sia i datori di lavoro che i dipendenti assegnano una priorità inferiore ai servizi di supporto soft, come programmi di assistenza ai dipendenti e strumenti di benessere digitale, forniti dagli assicuratori per migliorare il benessere mentale ed emotivo. “Investendo in programmi di salute mentale e promuovendo un ambiente di lavoro favorevole, gli assicuratori e le imprese ne vedranno i benefici. Migliorerà il benessere dei dipendenti, la produttività e la salute generale della società. Questo investimento potrebbe poi comportare un numero inferiore e meno grave di richieste di risarcimento relative alla salute mentale per gli assicuratori” conclude Anns.

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Redazione

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