intelligenza artificiale

Entro il 2030 il 55% delle polizze assicurative emesse vedrà una componente di intelligenza artificiale. Il dato emerge da uno studio condotto da Italian Insurtech Association su un campione di oltre 30 player tra grandi compagnie e i principali broker assicurativi italiani (con un copertura di circa il 90% dei premi assicurativi in Italia).

Intelligenza artificiale: l’impatto su due processi cardine del settore assicurativo

Secondo l’analisi dell’associazione, l’IA impatterà maggiormente su due specifici comparti del settore assicurativo: la gestione dei sinistri e la customer centricity. In particolare, nel 2030 l’85% dei sinistri assicurativi vedrà una componente di intelligenza artificiale nel processo di gestione. Inoltre, si prevede che nel 2030 il 9% dei sinistri vedrà l’integrazione di una componente di blockchain nel processo di gestione, portando ad un’ulteriore automazione del settore, in linea con l’aumento graduale e continuato (+22% CAGR) di soluzioni legate al data management, quali le soluzioni parametriche, l’IoT e le soluzioni wearable.
Per quanto riguarda la relazione con il consumatore, secondo i dati raccolti da IIA, l’82% delle compagnie e broker assicurativi ritiene che entro il 2030 l’esperienza di contatto e gestione del clienti sarà mantenuta e migliorata grazie a soluzioni di intelligenza artificiale, chatbot e co-pilot in primis. Sempre entro quella data, il 90% delle compagnie misurerà la soddisfazione del cliente attraverso un contatto diretto con lui, mentre ad oggi tale approccio è svolto solo dal 28% delle compagnie.

Intelligenza artificiale, i benefici per compagnie e clienti

Le nuove soluzioni di IA, sottolinea lo studio dell’associazione, “aiuteranno le compagnie a velocizzare i feedback dei consumatori, questo implementerà la capacità dei player assicurativi di offrire ai propri clienti esperienze utente più personalizzate in fase di acquisto e post-vendita, migliorando la customer satisfaction. Inoltre l’IA porterà ad una accelerazione nella digitalizzazione nei processi di misurazione della customer satisfaction, andando a ottimizzare i processi interni e rendendoli più fluidi e immediati”. Infine, grazie all’analisi dei dati del cliente, “le compagnie assicurative potranno offrire polizze su misura che si adattano alle esigenze specifiche di ogni individuo”. Queste migliorie, conclude l’analisi di IIA, porteranno ad “un aumento della propensione all’acquisto di una polizza da parte dei consumatori e ad una maggiore fidelizzazione dei clienti”.

“L’insurtech si è sempre sviluppato con l’ambizione di rispondere all’esigenza del mercato di inserire il consumatore al centro del processo assicurativo, e grazie all’intelligenza artificiale questo diventerà ancora più realtà. Entro 2030 più di una polizza su due avrà componenti di intelligenza artificiale e più dell’85% dei sinistri assicurativi sarà gestito da soluzioni di AI. Questo può darci evidenza di quanto rivoluzionario sarà l’impatto di questa nuova tecnologia sul settore assicurativo” ha affermato Simone Ranucci Brandimarte presidente e fondatore di IIA. “In particolare, nei prossimi cinque anni assisteremo a più miglioramenti riguardo la gestione clienti di quelli a cui abbiamo assistito negli ultimi 30. L’intelligenza artificiale avrà infatti il grande merito di mitigare uno dei problemi che affligge il mercato italiano, ossia la bassa conoscenza dei prodotti assicurativi da parte dei consumatori. Ricordiamo che l’Italia è un Paese fortemente sotto assicurato, e il 55% dei consumatori non sa cosa assicurare oltre l’RC auto, che è obbligatoria. Grazie all’AI sarà possibile mettere il cliente finale nelle condizioni di comprendere meglio il prodotto assicurativo e capire cosa gli serve, portando quindi i player assicurativi a creare prodotti sempre più tailor made.”

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Redazione

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