rischi emergenti

Nei primi mesi del 2024 la maggior parte delle violazioni informatiche avvenute a livello globale (68%) – indipendentemente dal coinvolgimento o meno di una terza parte – è stata determinata da un’azione umana non dolosa, ovvero generata da una persona che commette un errore o che cade vittima di un attacco di social engineering. Una percentuale non dissimile da quella registrata nello stesso periodo del 2023. Un miglioramento è stato tuttavia notato nel riconoscimento degli attacchi: il 20% degli utenti ha identificato e segnalato il phishing durante le simulazioni, mentre l’11% di coloro che hanno cliccato sull’e-mail lo ha anche riportato. I dati emergono dalla 17esima edizione del Data Breach Investigations Report di Verizon Business, che ha analizzato a livello globale 30.458 incidenti.

Secondo Sanjiv Gossain, Vicepresidente Emea di Verizon Business, “la continua presenza dell’elemento umano nelle violazioni dimostra che le organizzazioni hanno bisogno di invertire questa tendenza fornendo priorità alla formazione e alla sensibilizzazione sulle migliori pratiche di cybersecurity. Vi è però da sottolineare l’aumento delle autodenunce che è promettente e indica un cambiamento culturale importante: denota una maggiore e più diffusa consapevolezza nella sicurezza informatica tra i dipendenti”.

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Redazione

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