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Nel 2023 i finanziamenti insurtech globali sono diminuiti del 43,7% su base annua, passando dagli 8 miliardi di dollari nel 2022 ai 4,51 miliardi dell’anno scorso. A dirlo è Gallagher Re nel suo consueto report annuale in cui rivela che il ribasso ha interessato sia il ramo danni che quello vita e salute, con il primo giù del 35,4% (da 5,30 miliardi a 3,42 miliardi) e il secondo in calo del 59,8% (da 2,70 miliardi a 1,08 miliardi). Anche le operazioni insurtech globali sono diminuite passando da 521 nel 2022 a 422 nel 2023. In particolare, ad essere diminuiti sono stati i mega-round (-70,1% su base annua), con un calo di 2,28 miliardi di dollari rispetto al 2022. Queste operazioni, nel quarto trimestre, hanno interessato solo due società: Next Insurance, compagnia assicurativa full stack focalizzata sulle pmi (265 miliardi in un round di serie G guidato da Allianz X e Allstate Strategic Ventures) e Devoted Health, payvider che offre piani Medicare Advantage (175 miliardi di dollari).
In negativo anche i finanziamenti insurtech in fase seed, passati in un anno da 1,98 miliardi di dollari a 1,12 miliardi (-43,3%). L’unico dato positivo arriva mettendo a confronto i dati trimestre su trimestre: è stato infatti registrato un leggero incremento di finanziamenti nel Q4 2023 (1,103 miliardi di dollari) rispetto al precedente Q3 dello stesso anno (1,098 miliardi). Gli Stati Uniti continuano ad attrarre la maggior parte dei finanziamenti (51,18%) a livello globale. Come quote di mercato crescono anche Brasile (da 0,96% a 2,13%) e India (dal 4,99% al 6,16%). La Germania è invece il paese che ha registrato il calo maggiore, scendendo dell’1,84%, dal 3,26% nel 2022 all’1,42% nel 2023.

Investimenti insurtech, siamo alla fase 3

Andrea Johnston, responsabile globale di Gallagher Re InsurTech e redattore del report, ha diviso l’era del mercato insurtech in tre atti. Il primo viene chiamato “Grande Esperimento”. Ha raggiunto il suo culmine nel 2021 allorché sono stati raggiunti quasi 16 miliardi di dollari in finanziamenti a livello globale. Un record per ora mai scalfito, tanto che da allora c’è stato un calo costante nella raccolta: prima gli 8 miliardi del 2022 e ora i 4,5 miliardi del 2023. Come ha spiegato Johnston nella sua analisi, quella del 2021 non è stata una anomalia, bensì una vera e propria età dell’oro, durante la quale gli investitori hanno cominciato a saggiare il terreno. Il “Grande Esperimento” ha poi lasciato il passo al secondo atto, in cui gli investitori hanno concentrato i loro sforzi in aziende con risultati sostenibili e profittevoli. Da qui si è giunti al terzo atto, dove “entusiasti e visionari” hanno continuato ad investire nonostante il difficile contesto economico. Secondo Johnston, questa fase vedrà un cambiamento del settore più lento ma incisivo che ai più potrà passare “inosservato”.

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Redazione

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech