Le startup non sottovalutano il rischio informatico

Secondo un'indagine condotta dall'insurtech Embroker, quasi 9 startup su 10 dispongono già di protezioni informatiche.
cyber, ucraina

Gli attacchi informatici non risparmiano nessuno. Nemmeno le startup. La conferma arriva dal report “Cyber ​​Risk Index: Startup Edition” realizzato dall’insurtech californiana Embroker che ha intervistato oltre 400 founder di startup sostenute da venture capital. Secondo lo studio, più di due terzi (68%) degli intervistati hanno subito un attacco informatico a una delle loro attività, il che potrebbe spiegare il motivo per cui la maggior parte (86%) dei founder dispone già di alcune protezioni informatiche. Protezioni di cui non sarebbero soddisfatti, visto che il 71% sta prendendo in considerazione ulteriori protezioni e strumenti informatici per il 2023.

Cresce la consapevolezza informatica delle startup

La preoccupazione e la consapevolezza sulla sicurezza informatica sono in aumento tra i founder, con quasi un terzo (31%) più preoccupato per le minacce alla sicurezza informatica rispetto a un anno fa. Inoltre, le loro aspettative sulla probabilità di affrontare un attacco informatico sono aumentate dal 36% nel 2021 al 50% nel 2022, con un aumento del 14% su base annua. Secondo gli analisti di Embroker, l’aumento coincide con la maggior preoccupazione per potenziali attacchi informatici di ritorsione dalla Russia alle infrastrutture e alle imprese statunitensi a seguito del conflitto in Ucraina.

Quasi un intervistato su due afferma di disporre di un’assicurazione informatica soprattutto perché caldeggiata dagli investitori e/o dai membri del cda. Tuttavia, non sono solo i fattori interni a spingere i founder a rivalutare il proprio rischio informatico. Fattori esterni come gli eventi globali stanno avendo un marcato effetto sull’acquisizione di una polizza cyber.

La maggior parte delle startup dispone di una copertura assicurativa informatica, ma non è sicura di quanto rischio sia realmente coperto. Dei founder che hanno affermato che la propria azienda dispone di un’assicurazione informatica (86%), oltre il 52% ha descritto il proprio tipo di copertura come “personalizzato per le nostre esigenze” o “il pacchetto più completo” disponibile. Tuttavia, la metà delle startup con assicurazione informatica ha dichiarato che la loro attuale polizza coprirebbe solo parzialmente il rischio in caso di attacco o violazione. Inoltre, tra gli intervistati che non dispongono di un’assicurazione informatica, il motivo numero uno addotto è stato il costo (44%).

Infine, per i founder di startup la protezione informatica rientra tra le tre “aree di investimento non negoziabili” per il 2023, insieme all’innovazione di prodotto e agli aggiornamenti delle infrastrutture.

Seguici sui nostri canali social: Facebook Twitter 

Leggi tutte le nostre notizie cliccando QUI

Iscriviti per restare aggiornato su tutte le ultime news e eventi Insurtech
Facebook
LinkedIn
X
WhatsApp

ALTRE NOTIZIE

AGENDA

INSURZINE NEWSLETTER

Iscriviti per restare aggiornato su tutte le ultime news e eventi Insurtech.

WEEKLY

Weekly_24_07_2026_Cover

Numero 182 – InsurZine Weekly 24 luglio 2026

Europa, il mercato insurtech cambia passo: Alan traina, Italia tra i mercati più dinamici. L’AI ridisegna la filiera assicurativa: perché compagnie e broker devono investire in modo diverso. Underwriting, l'AI è ormai di casa: l'80% dei team la usa ogni giorno.

Articoli correlati