Swiss Fintech Day

Durante l’evento phygital Swiss Fintech Day Italia 2021, che si è svolto il 22 novembre 2021 presso l’aula magna del Politecnico di Milano, sono emerse le principali evidenze dei rapporti tra Italia e Svizzera per quanto riguarda il settore insurtech. Proprio in questa occasione sono stati presentati i risultati della ricercaL’ecosistema Insurtech tra Svizzera ed Italia” condotta da Marco Giorgino, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Fintech & Insurtech e dal suo team.

L’asse Italia Svizzera

Ad aprire i lavori Monika Schmutz Kirgöz, ambasciatrice Svizzera in Italia, che ha spiegato come le collaborazioni tra la Confederazione Svizzera e l’Italia siano fondamentali per la crescita dell’innovazione assicurativa. “Insurtech, fintech e criptovalute. Queste parole ormai sono sempre di più termini che troviamo nella nostra vita quotidiana – ha affermato Schmutz Kirgöz – Lo scopo di questo incontro è quello di capire e comprendere le conseguenze dell’innovazione tecnologica nel settore assicurativo, che rappresenta il 5% del Pil della Confederazione Elvetica. Oggi è importante capire come fare ecosistema e stimolare le sinergie fra Italia e Svizzera.”

Il sandbox regolamentare

Essendo l’insurtech un settore che si sviluppa all’interno di un mercato regolamentato è fondamentale approfondire la questione normativa. Su questo punto ha richiamato l’attenzione Riccardo Cesari, membro del Consiglio Ivass, il quale ha illustrato come il regolamento Sandbox, entrato in vigore lo scorso 3 novembre 2021, farà la differenza nello sviluppo dell’insurtech in Italia. “Con il Decreto Mef 2021 n. 100 e il Sandbox oggi ci interroghiamo se siamo di fronte a una distrofia o a uno scenario di cambiamento profondo per il settore delle assicurazioni – ha dichiarato Cesari – L’obiettivo della vigilanza è salvaguardare le persone. Grazie a questo regolamento ora potremo osservare le dinamiche dello sviluppo tecnologico, ridurre i potenziali rischi e individuare interventi normativi di semplificazione. Attualmente abbiamo previsto cinque requisiti d’ingresso per i progetti di innovazione assicurativa, che sono: innovatività, necessità della sperimentazione, valore aggiuntivo per gli utenti finali e l’efficienza del mercato, maturità e sostenibilità economica e finanziaria.”

L’innovazione nel settore assicurativo

Dopo Cesari ha preso il via la prima tavola rotonda della giornata intitolata “Innovation and transformation in the insurance sector: investments, partnership e M&A“. La round table è stata moderata da Silvia Sciorilli Borrelli (Financial Times), che ha accolto sul palco importanti nomi del settore, tra cui: Renzo Giovanni Avesani (Ceo Leithà e CIO Unipol Group ), Pietro Carnevale (Ceo House of Insurtech Switzerland), Fabio Carniol (General manager Helvetia Italia ed Helvetia Vita, Gruppo Helvetia) e Tomaso Mansutti (Ceo di Mansutti). 

Ad aprire la tavola rotonda è stato Avesani: “Unipol sono diversi anni che ha intrapreso una serie di investimenti su infrastruttura e capitale umano – ha spiegato Avesani – Sfruttare la digital innovation è il fondamento dello sviluppo dell’insurtech. La compagnia ha avuto fin da subito la pretesa di dimostrare che il suo obiettivo era innovare sul fronte dei sinistri. Io credo che tradizionalmente le compagnie sono istituzioni lente, ma dal momento in cui all’interno di essa si incomincia ad innovare e portare all’interno la tecnologia, come abbiamo fatto noi di Unipol, allora si va dritti al cuore del processo evolutivo. Questo è molto diverso dall’investimento in startup. Ma è fondamentale fare entrambe le cose per far sì che il mercato insurtech diventi florido anche in Italia.”

Una tesi concordata da Fabio Carniol di Helvetia il quale ha ricordato come il gruppo svizzero sia operativo da molti anni nel settore insurtech grazie a numerose collaborazioni siglate con varie startup assicurative di entrambi i paesi oggetto dello studio. “Helvetia è stata fin da subito attenta alla trasformazione tecnologica di settore – ha spiegato Carniol – Attualmente abbiamo diverse partnership attive, prima fra tutte quella con l’insurtech svizzera Smile. Ma non dimentichiamoci del settore bancario, noi abbiamo una collaborazione molto importante con Illimity, la digital bank italiana amministrata da Corrado Passera, che sta veramente facendo molto per innovare il settore della bancassurance. Per noi è importante stimolare la crescita delle insurtech, infatti, oltre ad avere attive collaborazioni in Italia con Yolo group e Propensione.it abbiamo creato un nostro Innovation Hub con l’Università San Gallo. Tra i nostri obiettivi ci sono: long term care, smart home e automazione dei processi.”

Verso la direzione dell’automazione dei processi troviamo Wefox, l’insurtech tedesca in constante crescita, che è stata illustrata durante la tavola rotonda da Tomaso Mansutti, che recentemente ha consolidato le proprie capacità di digital insurance diventando partner in Europa di FinanceApp AG, operatore che controlla Wefox Group. “Fare parte di Wefox ci permette di accedere velocemente all’innovazione tecnologica di settore – ha commenta Mansutti – Si tratta di un’operazione di business che rafforza la nostra posizione a livello internazionale. L’obiettivo comune sarà quello di rafforzare le capacità digitali e di garantire un valore aggiunto per l’utente finale attraverso l’innovazione dei processi digitali, salvaguardandone i dati”.

Sull’importanza di apportare un valore aggiunto per l’utente finale attraverso l’insurtech è intervenuto Pietro Carnevale, Ceo di HITS (House of Insurtech Switzerland), che ha ricordato l’importanza di fare ecosistema. “Il modello di House of Insurtech Switzerland nasce dall’idea che collaborazione fra incumbent e startup creano vantaggi per gli utenti finali – ha spiegato Carnevale – Fare ecosistema è fondamentale per noi di HITS e crediamo fermamente che le partnership tra aziende e startup creino un valore aggiunto per entrambe le parti. Le startup acquisiscono molte competenze tipiche delle grandi compagnie e, allo stesso tempo, quest’ultime acquisiscono le skills relative all’innovazione tecnologica.”

Neosurance, un esempio di ecosistema Svizzera-Italia

A salire sul palco nell’intermezzo fra le due tavole rotonde è stato Stefan Zwicky di Swiss Business Hub Italia che ha affrontato il tema degli ecosistemi tra Svizzera e Italia introducendo Neosurance, startup italiana del settore che si è aperta all’internazionalizzazione. A rappresentare l’insurtech è stato Diego Caputo, Head of Product and Business Development che ha raccontato il footprint della startup: l’instant insurance. “Noi di Neosurance operiamo come Open Insurance Platform-as-a-service – ha spiegato Caputo – il nostro obiettivo è superare il trade off tradizionale fra il bisogno di una compagnia assicurativa in ambito prodotto e massimizzare, grazie alla trasformazione tecnologica, l’efficacia commerciale grazie alla customer centricity”.

Cooperazione con le startup: è realmente necessario?

Nella seconda tavola rotonda intitolata “Cooperation with startups: is it really necessaryLaura Grassi, direttrice dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, ha chiamato sul palco Andrea Birolo (Head of Corporate Venturing, Reale Group), Massimo Carassinu (Digital Transformation Director, Swiss Re e Head of partnerships, Swiss Insurtech Hub), Michael Dritsas (Ceo di vlot Ltd., Zürich e Board Member, Digital Insurance Association of Switzerland (VDVS)) e Simone Ranucci Brandimarte (Co-Founder e Presidente di Yolo Group e presidente dell’Italian Insurtech Association (IIA)).

Per quanto concerne la cooperazione fra le insurtech italiane e Svizzere è intervenuto Massimo Carassinu di Swiss Re. Il riassicuratore svizzero ha sviluppato una piattaforma assicurativa per la distribuzione di prodotti. “Noi di Swiss Re offriamo questa soluzione tecnologica che consente di sfruttare l’innovazione digitale sia ai nuovi distributori che ai players esistenti che intendono conquistare altri mercati – ha dichiarato Carassinu – In Italia noi supportiamo Prima.it. e per rimanere nell’ambito dell’innovazione tecnologica di settore noi di Swiss Re abbiamo fatto importanti investimenti relativamente ai sistemi di telematica con alcune delle più importanti case automobilistiche, tra cui Mercedes e Bmw, per innovare il settore.”

Sul fronte investimenti ha detto la sua Birolo di Reale Group: “Investire in startup è il nostro obiettivo. Come corporate venture capital noi spingiamo sempre le startup in cui investiamo verso un modello B2b2c. Attualmente noi stiamo investendo molto nel settore H&L, in linea con quello che sta avvenendo nel mercato insurtech nella confederazione elvetica.”

Secondo Ranucci di IIA “nel nostro Paese manca ancora la vivacità che caratterizza il mercato svizzero nel settore dell’insurance innovation. In particolare per quanto riguarda gli investimenti in startup Insurtech la cui attività è strategica per la nascita di nuovi progetti, prodotti e servizi in ottica sempre più digitale e per la creazione di valore. C’è bisogno di maggior coraggio da parte delle grandi compagnie assicurative di investire nelle startup assicurative.  Cosa serve? Una visione di lungo periodo e una maggiore propensione culturale al rischio, senza fermarsi all’immediato ritorno degli investimenti. Solo così è possibile aiutare la crescita e lo sviluppo del settore Insurtech e di tutto l’ecosistema assicurativo. Altro aspetto importante è colmare il gap di competenze sia all’interno dei grandi players assicurativi e migliorare la cultura assicurativa in Italia. In Svizzera la cultura assicurativa esiste e questo deve essere d’esempio per noi.”

A concordare sul fronte maggior coraggio da parte delle grandi compagnie assicurative di investire nelle startup è stato Dritsas, Ceo di Vlot, ex Gruppo Allianz esperto nel ramo vita. “Scoprire come lavorano le startup: è questo quello che mi ha spinto verso questa nuova avventura – ha commentato Dritsas – Non vedo possibile l’innovazione interna agli incumbent, ma vedo un’enorme potenzialità nelle partnership fra startup e compagnie. Il mio obiettivo è quello di spingere l’innovazione nelle grandi aziende da fuori.”

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Francesca Ghisi

Classe 1994, laureata in Giurisprudenza è esperta in Bancassurance e Diritto Comparato.
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