donne, insurtech

Insurtech: donne nei Cda al 27,9% e il pay gap è ancora evidente.

Le donne costituiscono quasi la metà (48,1%) della popolazione aziendale delle aziende insurtech ma solo il 27,9% di loro è presente nei Cda. Sono questi alcuni dei dati che emergono da una ricerca condotta da Valore D insieme all’Italian Insurtech Association e che sono stati illustrati durante l’evento online “Diversity &Inclusion” andato in onda il 2 marzo. “Valore D è la prima associazione di imprese che promuove l’equilibrio di genere e una cultura inclusiva per la crescita delle aziende e del paese – spiega Barbara Falcomer, Managing Director di Valore D – Ad oggi l’insieme delle aziende associate a livello aggregato conta oltre 2 milioni di dipendenti e oltre 500 miliardi di euro in fatturato. Il tema della diversità e della sua valorizzazione è un tema di sostenibilità economica e di innovazione. Sempre più aziende si interessano per le inclusioni della diversità, perché sanno che crea valore per i clienti, per gli investitori, per i collaboratori e per i dipendenti ed è quindi un tema che sta nella lista delle priorità di tutte le aziende. Nel corso dell’anno abbiamo lavorato molto sulla diversità di genere, ma Valore D si occupa anche di diversità di altro tipo: culturale, generazionale, di background: tutte diversità che rappresentano un valore per l’azienda perché portano punti di vista diversi. Nel 2017 come associazione abbiamo prodotto il manifesto per l’occupazione femminile di Valore D. Il punto di partenza di qualsiasi manifesto è la misurazione, che significa conoscere, avere consapevolezza di dove si è sul percorso verso la valorizzazione dell’azienda. Abbiamo quindi creato questo strumento chiamato Inclusion Impact Index, un diagnostico digitale molto friendly nell’utilizzo che mappa le politiche di diversity inclusion delle aziende partendo dal Global Reporting Initiative, cioè quei indicatori che vengono già utilizzati dalle aziende per le informazioni non finanziarie”.

Questo strumento, adottato oggi da 200 aziende, misura tutti gli indicatori in azienda che trasferiscono e trasmettono l’efficacia delle politiche aziendali in termini di diversità. Consente alle aziende di prendere consapevolezza di dove si è, per mettere in campo poi una strategia.

L’indagine sulla diversity nel settore insurtech

L’Index è stato utilizzato per condurre uno studio sulla diversity nell’ecosistema insurtech. Alla ricerca hanno partecipato 70 aziende socie dell’Italian Insurtech Association tra cui 11 startup, 12 intermediari, 20 service providers, 27 compagnie. Ad illustrare i dati della survey è stato Michael Carbone, Research & Knowledge Specialist del Centro Studi Valore D. “L’Index – spiega – è costituito da 13 capitoli che descrivono le politiche e le pratiche legate alla parità di genere all’interno delle organizzazioni e che raccontano della storia dei dipendenti lungo tutto il ciclo di vita delle risorse umane all’interno dell’organizzazione. Questi 13 capitoli si sintetizzano nei nostri 4 macro-indicatori che fanno riferimento alla governance, all’attractiveness, al development e infine tutto ciò legato alle pratiche per la retention dei dipendenti all’interno delle organizzazioni”.

Dall’indagine è emerso che le donne costituiscono quasi la metà (48,1%) della popolazione aziendale delle aziende insurtech. La stragrande maggioranza della popolazione femminile presente all’interno dell’organizzazione aziendale corrisponde al ruolo di impiegato che ricopre il 71,7% della popolazione femminile. Se si vanno a visualizzare le informazioni riguardanti le fasce di età presenti all’interno delle organizzazioni insurtech si nota che il bilanciamento è più consistente per quanto riguarda la presenza di donne e uomini. La maggior parte della forza lavoro femminile è rappresentata dalla fascia di età dai 30 ai 49 anni. Un terzo della popolazione femminile occupa ruoli apicali all’interno delle società insurtech. Si tratta di una percentuale un pochino più alta se comparata con la media del database Index. Il 52,1% delle donne è collocato in posizioni di staff (legati alle funzioni di supporto presenti all’interno delle organizzazioni: risorse umane, finance, comunicazione, IT) contro il 47,9% della popolazione maschile.

dipendenti, insurtech

Per i dipendenti in linea (legati al business, alle attività di produzioni di beni e servizi) la situazione si ribalta leggermente: qui sono gli uomini a comporre principalmente la popolazione presente con un 54% contro il 46% delle donne. Il dato negativo riguarda la composizione dei Cda. I dati rilasciati dalle aziende per il comparto insurtech indicano che le donne rappresentano solo il 27,9% nei CdA. Nel dettaglio i consiglieri executive donna nei CdA sono solo il 18,2%, mentre i consiglieri non-executive donna sono il 53,3%.

cda, insurtech

Le cose non migliorano se si va a vedere l’attractiveness, ovvero la composizione dei nuovi dipendenti: qui la presenza maggiore di donne tra i nuovi assunti è a livello impiegatizio anche se va detto che il 41% dei nuovi assunti nelle società insurtech è donna, in particolare nella fascia che va dai 18 ai 29 anni. 

Nonostante i contratti part-time siano meno diffusi nell’insurtech, sono sempre le donne a richiederli di più (74,6%). Anche nelle insurtech il congedo parentale è utilizzato quasi sempre solo dalle donne. Infine la nota dolente del pay gap. Purtroppo non si evidenziano differenze rispetto agli altri comparti. Visualizzando la RAL media il differenziale è piuttosto consistente e corrisponde ad una differenza negli stipendi tra uomini e donne di circa il 20,5% se poi ci spostiamo alla retribuzione totale annua questa percentuale va incrementando di quasi il 6%.

part time, insurtech
pay gap, insurtech

La tavola rotonda sulla Diverty&Inclusion

All’illustrazione della ricerca è seguita una tavola rotonda a cui hanno partecipato Marianna Leoni, Managing Director presso Accenture, Pamela Negosanti, Head of Sales and Sector Strategy, FSI presso expert.ai, Carollina Cortellini, fondatrice e amministratore di Microdata Group, Gabriella Fraire, Consigliera ANRA e Insurance Manager Prysmian e Rossella Vignoletti, Chief Marketing Officer, Communication and Staff Coordinator di Net Insurance.

Leoni ha iniziato il suo intervento partendo dal tema del pay gap: “Il tema del pay gap c’è ed è ben evidente. Io credo si siano fatti dei passi avanti notevoli negli ultimi anni. Su questo tema vanno però distinti due punti. Il primo è che se si riesce a gestire bene i processi di assunzione e formazione il tema del pay gap si può risolvere. C’è poi un fattore legato a noi stesse, che non chiediamo per avere dei riconoscimenti rispetto a dei risultati che abbiamo raggiunto, perché pensiamo che le persone si accorgeranno di ciò che noi facciamo”.  Un argomentazione, quella di Leoni, condivisa da Vignoletti secondo cui il processo di cambiamento culturale “sarà lento” e servirà l’aiuto congiunto di legislatore e aziende per invertire la rotta. Fraire e Cortellini hanno portato come esempio le loro esperienze personali per consigliare le donne a farsi coraggio, uscire dalla propria confort zone e mettersi in gioco. “Le nuove generazioni – afferma Cortellini – si pongono meno limiti e condizionamenti. Io vedo un’evoluzione, una maggiore sensibilità. Sicuramente quello che noi dobbiamo fare è quello di accompagnare in questo percorso di consapevolezze”. Infine Negrosanti ha affrontato il tema della poca presenza femminile nei Cda. “Io vedo una mancanza di modelli. Esistono pochissime donne in CdA con potere esecutivo e questo fa si che una donna che decide di intraprendere quel percorso guarda i casi di successo e vede che sono pochissimi”.

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Redazione

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech
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