Intesa Sanpaolo lancia la nuova campagna istituzionale “A mano a mano”

Il Gruppo racconta che cos’è la banca attraverso storie concrete di vicinanza ai clienti e al Paese, tra case, imprese, biblioteche e musei.
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Intesa Sanpaolo ha lanciato la nuova campagna istituzionale “A mano a mano“, in cui racconta che cos’è la banca e mostra gli effetti concreti del proprio lavoro accanto ai clienti e al Paese: in una casa, in un’impresa, in una biblioteca, in un museo, in una sala di controllo. Storie diverse, con un punto in comune: la vicinanza del Gruppo. L’idea creativa è di MEP – Meta Europe Production MEP, Luca Josi, produttore televisivo e poi alla guida della comunicazione di grandi gruppi. La produzione è stata affidata a Think Cattleya, casa di produzione pubblicitaria del gruppo Cattleya e parte del broadcaster internazionale ITV Studios, che ridefinisce i linguaggi della comunicazione visiva.

“La campagna vuole sottolineare il modo di fare banca di Intesa Sanpaolo: il sostegno all’economia reale per imprese, giovani e famiglie, la presenza attiva nel sociale, l’impegno nella cultura – ha dichiarato Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo – Per farlo abbiamo coinvolto grandi nomi orgoglio del nostro Paese che portano il talento italiano nel
mondo insieme alle nostre colleghe e colleghi. Il mostrare e non spiegare, il coinvolgere e tenere vicino
colleghi, clienti, persone, territori è quanto si vede e questo siamo noi”.

Lo storytelling della campagna

La storia è costruita come una catena di mani che attraversa l’Italia e i protagonisti sono clienti e persone
della Banca. Una giovane coppia nella prima casa, accanto a chi in filiale ha firmato il loro mutuo. Un
produttore di vino e un’azienda di arredi per grandi imbarcazioni, clienti della Banca, con chi contribuisce
alla realizzazione dei loro progetti. Una studentessa che ha potuto proseguire gli studi grazie al prestito
d’onore, insieme a chi gestisce il programma. Francesco «Ciccio» Graziani con i ragazzi della società
sportiva “Olmoponte Santa Firmina” di Arezzo, il progetto di calcio integrato e inclusivo sostenuto dalla
Banca. Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala, ambassador di Intesa Sanpaolo, ritratto nelle sale di
Galleria Borghese a Roma per il capitolo dedicato all’arte e alla cultura. Un ingegnere di Terna, il gestore
della Rete di Trasmissione Nazionale dell’energia elettrica in alta e altissima tensione con cui Intesa
Sanpaolo lavora, accanto a chi in Banca finanzia le grandi opere e le grandi infrastrutture. Un nonno chinveste i risparmi di una vita, per sé e per il nipote, con la consulente che lo affianca nelle scelte di finanza personale e familiare. Ogni protagonista si presenta con poche parole scritte a mano: i clienti raccontano la propria storia, le persone della Banca indicano i numeri che quella storia ha reso possibile. Le cifre danno la misura dei progetti di chi li ha realizzati e dei servizi che Intesa Sanpaolo contribuisce a garantire al Paese.

Il filo del racconto è affidato a Sergio e Pietro Castellitto, per la prima volta insieme nella regia. La
complicità è uno degli elementi centrali della campagna e ne incarna l’idea di fondo: insieme si costruisce
qualcosa di concreto. Tra i due c’è un affetto scanzonato, vivace, fatto di gesti, battute e sguardi che
chiunque riconosce nella propria famiglia, ed è attraverso questo legame che lo spettatore entra nel racconto.

Con loro emergono i frutti di un lavoro comune che costituiscono l’essenza del nostro Paese: il sostegno
incondizionato allo studio e alle nuove generazioni, un’impresa che cresce, una comunità radicata nei
territori e che non lascia indietro nessuno, la tutela del patrimonio culturale. Il film non ha voce narrante: a parlare è solo la musica. “A mano a mano”, scritta nel 1978 da Riccardo Cocciante e Marco Luberti e resa celebre dall’interpretazione di Rino Gaetano, è reinterpretata da Mina. Più che accompagnare le immagini, la canzone fa da raccordo tra una storia e l’altra, fino a tornare al punto di partenza: la finanza si vede nella vita quotidiana di ciascuno e Sergio e Pietro ne sono i testimoni. Ed in chiusura sarà proprio Mina a rivolgersi direttamente allo spettatore.

“È un piacere prendere parte a questa campagna istituzionale di Intesa Sanpaolo e contribuire, attraverso la mia presenza, a rappresentare il valore della cultura, dell’arte e della bellezza, e il patrimonio di valori che esse portano con sé – ha affermato Roberto Bolle – Da molti anni sono impegnato in progetti
educativi e formativi rivolti soprattutto alle nuove generazioni e nella diffusione della danza e dei suoi
valori, attraverso OnDance e la Fondazione Roberto Bolle. In questo percorso ho potuto constatare quanto il sostegno di realtà come Intesa Sanpaolo sia fondamentale: senza il loro contributo, molti progetti capaci di creare opportunità, trasmettere conoscenza e avvicinare le persone all’arte non potrebbero diventare realtà. Il mio è un piccolo cameo all’interno della campagna, ma vuole essere anche una testimonianza del valore di un’alleanza importante, quella tra il mondo dell’impresa e quello della cultura, capace di generare valore per la società e costruire opportunità per il futuro”.

“Aver avuto la possibilità, grazie allo spot di Intesa Sanpaolo, di raccontare la realtà dell’associazione che rappresento e dare visibilità ai ragazzi con disabilità che ne fanno parte è stato prezioso – ha commentato Francesco “Ciccio” Graziani – Ringrazio Intesa Sanpaolo per l’opportunità”.

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