Ivass ha vietato alla compagnia assicurativa bulgara DallBogg: Life and Health di vendere, trasferire o compiere altri atti di disposizione su un immobile di sua proprietà situato a Milano, in via Pietro Mascagni 31. L’Istituto ha adottato il provvedimento su richiesta della Financial Supervision Commission (FSC), l’autorità di vigilanza assicurativa della Bulgaria.
La misura ha fatto seguito alla decisione con cui, lo scorso 9 giugno, la FSC ha revocato a DallBogg l’autorizzazione all’esercizio dell’attività assicurativa. Contestualmente, l’autorità bulgara ha vietato alla compagnia di disporre liberamente dei propri beni fino all’apertura di un’eventuale procedura di liquidazione o di insolvenza.
Nella comunicazione trasmessa all’Autorità di Vigilanza delle Assicurazioni Italiana, la FSC ha segnalato che l’impresa possedeva un immobile in Italia e ha chiesto all’Ivass di adottare le misure necessarie per dare attuazione alla decisione assunta in Bulgaria. Il successivo 22 giugno, l’autorità bulgara ha precisato che avrebbe ritenuto adeguato un provvedimento diretto a impedire gli atti di disposizione sull’edificio milanese. L’Authority ha quindi verificato i dati catastali dell’immobile e, sulla base dell’articolo 226 del Codice delle assicurazioni private, ha disposto il divieto. Il provvedimento ha riguardato, in particolare, l’unità situata al piano 1-S1 di via Pietro Mascagni 31, identificata al Catasto Fabbricati del Comune di Milano al Foglio 392, Particella 120, Subalterno 6.
L’Istituto ha adottato la misura senza una preventiva comunicazione di avvio del procedimento, richiamando l’urgenza di salvaguardare l’integrità del patrimonio della compagnia e di tutelare gli assicurati e gli altri soggetti aventi diritto alle prestazioni assicurative. Il provvedimento, datato 27 luglio 2026, ha acquistato efficacia immediata dalla comunicazione alla società ed è stato trasmesso anche alla FSC. DallBogg ha avuto la possibilità di impugnare la decisione davanti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio entro 90 giorni dalla notifica. Ivass ha pubblicato il provvedimento sul proprio sito e nel Bollettino dell’Istituto.