Stop temporaneo alla stipula di nuovi contratti e al rinnovo di quelli esistenti per Wakam, compagnia assicurativa francese operativa in Italia in libera prestazione di servizi nei rami danni, inclusa la rc auto. Lo rende noto IVASS in una nota: il provvedimento, adottato in via cautelare dall’autorità di vigilanza francese ACPR, è stato ricevuto dalla società il 25 settembre 2026. Le polizze in essere restano valide.
Nella nota pubblicata il 29 settembre sul suo sito, Wakam spiega che la decisione interviene nell’ambito del confronto con il regolatore sulla propria situazione prudenziale. Le misure accompagnano l’apertura di un procedimento in contraddittorio che potrebbe portare alla revoca delle autorizzazioni della compagnia.
La società, specializzata in coperture assicurative integrate nell’offerta dei partner distributivi, sta preparando le proprie osservazioni e prosegue il piano di intervento, che prevede il rafforzamento dei fondi propri e l’apertura del capitale del gruppo. Wakam precisa inoltre che continuano la gestione dei contratti in vigore, il trattamento e il pagamento dei sinistri e l’adempimento degli impegni verso assicurati e partner, sotto la supervisione del regolatore.
“La nostra priorità è proteggere gli interessi dei nostri partner, assicurati e collaboratori”, dichiara Catherine Charrier-Leflaive, presidente del gruppo Wakam, che afferma di disporre delle risorse necessarie per continuare a gestire tutti i contratti in essere.
Lo stop si inserisce in un quadro di difficoltà di solvibilità. Nel rapporto sulla situazione finanziaria 2025, Wakam aveva dichiarato che al 31 dicembre il capitale disponibile copriva soltanto il 66% del requisito patrimoniale di solvibilità, contro il minimo del 100%. La compagnia attribuiva il calo soprattutto a un accantonamento straordinario legato alla revisione delle proprie poste contabili e affermava che una ricapitalizzazione nel marzo 2026 aveva riportato il rapporto sopra la soglia richiesta. Il successivo intervento dell’ACPR segnala tuttavia il permanere delle preoccupazioni del supervisore: secondo L’Agefi, il piano di risanamento presentato non ha convinto il regolatore.