L’EIOPA, l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, ha pubblicato il 6 ottobre 2026 una dichiarazione di vigilanza sull’autorizzazione e sulla supervisione continuativa delle imprese di (ri)assicurazione legate al private equity. Il documento si rivolge alle autorità di vigilanza nazionali e punta a rendere più coerente, rigorosa e fondata sul rischio la supervisione degli assicuratori controllati da fondi di private equity in tutta l’Unione europea.
Alla base dell’iniziativa c’è la crescente attenzione dei fondi di private equity verso l’acquisto e la gestione di compagnie assicurative e riassicurative negli ultimi dieci anni. L’EIOPA riconosce che questi investitori possono portare benefici al settore, ma osserva che strategie di business, assetti proprietari, composizione degli attivi e modelli di governance possono rendere più complessa un’efficace attività di vigilanza.
Le aree che i supervisori dovranno presidiare
Il primo nodo riguarda l’orizzonte temporale. Gli investimenti dei fondi hanno spesso una durata breve, difficilmente compatibile con gli impegni di lungo periodo che le compagnie assumono verso gli assicurati. I supervisori dovranno quindi evitare che il capitale venga drenato attraverso dividendi elevati o altre misure di breve termine capaci di minare la solidità dell’impresa e, in ultima analisi, di mettere a rischio assicurati e beneficiari.
C’è poi il tema delle strutture finanziarie e proprietarie. Le acquisizioni di private equity ricorrono spesso a un forte indebitamento e coinvolgono più società e holding, talvolta situate in Paesi con regimi regolamentari non equivalenti, e questo può ostacolare i controlli. Prima di autorizzare un’operazione, l’EIOPA suggerisce alle autorità di esaminare l’intera struttura di finanziamento, chiedere una giustificazione per ogni livello della catena di controllo e mettere alla prova i piani industriali con scenari finanziari avversi.
Dopo l’acquisizione, osserva l’Autorità, cambia spesso anche il modello di business: crescono le allocazioni in credito privato e in attivi alternativi, più complessi, meno liquidi e difficili da valutare. In alcuni casi gli attivi della compagnia sostengono altre società dello stesso gruppo, con rischi di concentrazione e conflitti di interesse, mentre leva elevata, riduzione dei costi e ottimizzazione di bilancio sono pratiche frequenti. I supervisori dovranno verificare se tali scelte restino coerenti con il principio della persona prudente e con una gestione sana.
Riassicurazione
L’EIOPA ha rilevato una forte dipendenza dalla riassicurazione tra le imprese sostenute da fondi di private equity, spesso attraverso accordi di riassicurazione intragruppo e con paesi terzi. La riduzione dei requisiti patrimoniali che tali misure comportano è solo parzialmente compensata da un maggiore onere patrimoniale per il rischio di insolvenza della controparte. Le autorità di vigilanza dovrebbero prestare particolare attenzione all’effettivo trasferimento del rischio derivante da tali accordi e tenere conto dei potenziali aumenti dei rischi di controparte, di liquidità e di recupero.
Infine la governance. Nel private equity i general partner esercitano spesso un controllo rilevante, diretto o indiretto, sulle società in portafoglio. Per questo i supervisori dovranno accertarsi che le compagnie mantengano un sistema di governo solido ed efficace, in cui le decisioni restino indipendenti e assunte nell’interesse di assicurati e beneficiari.