Il settore assicurativo italiano chiude il 2025 con numeri in crescita e una posizione patrimoniale più solida. Secondo la Relazione annuale IVASS, al 31 dicembre erano operative in Italia 85 imprese autorizzate all’esercizio dell’attività assicurativa e riassicurativa, soggette alla vigilanza prudenziale dell’Istituto, in calo rispetto alle 89 di fine 2024. Di queste, 81 hanno sede legale in Italia e 4 sono rappresentanze di imprese estere con sede in Paesi extra SEE. Il confronto di lungo periodo conferma il processo di concentrazione del mercato: rispetto alle 131 imprese del 2013, il numero di compagnie nazionali si è ridotto del 35%, soprattutto per effetto di fusioni e riorganizzazioni infragruppo.
Nel 2025 la raccolta premi del lavoro diretto italiano delle imprese vigilate da IVASS ha raggiunto 162,2 miliardi di euro, pari al 7,2% del PIL. Il comparto Vita resta prevalente, con il 73,1% della raccolta complessiva, mentre i rami Danni rappresentano il 26,9%.
Il Vita ha registrato una crescita del 7,3% rispetto al 2024, sostenuta soprattutto dalle polizze unit-linked, in aumento del 18,8%, e dal ramo VI, legato alla gestione dei fondi pensione. Più stabile l’andamento dei rami I e V, cresciuti dello 0,4%, mentre si riducono i riscatti associati alle gestioni separate, in calo del 9,3%. Nel primo trimestre 2026 la raccolta Vita mostra invece un lieve arretramento, con l’eccezione del ramo III, che continua a crescere.
Le gestioni separate raggiungono 587,9 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 580,5 miliardi del 2024. Resta negativo, e peggiora lievemente, il saldo tra plusvalenze e minusvalenze latenti, ma la riduzione dei riscatti contribuisce ad alleggerire le pressioni sulla liquidità delle compagnie.
Anche la redditività del comparto Vita si conferma positiva: il risultato di esercizio sale a 6,7 miliardi di euro, rispetto ai 6 miliardi del 2024, mentre il ROE medio passa dal 13,3% al 14,6%. Sul risultato incide ancora la proroga della facoltà di sterilizzare le minusvalenze sui titoli circolanti, per un valore di 2,2 miliardi.
In crescita anche i rami Danni, con una raccolta in aumento del 6,6%. L’incremento è più contenuto nella r.c. auto e natanti, pari al 3,6%, mentre i rami diversi dall’auto avanzano del 7,9%. L’incidenza della raccolta Danni sul PIL resta stabile all’1,9%. Nel primo trimestre 2026, tuttavia, il ritmo di crescita rallenta al 4,5%, rispetto all’8,5% registrato nello stesso periodo del 2025.
La redditività dei Danni migliora: il ROE raggiunge il 13,3%, contro il 12,9% dell’anno precedente. Il risultato è sostenuto soprattutto dai rami diversi dalla r.c. auto, che chiudono con un utile tecnico di 3,3 miliardi di euro. La r.c. auto e natanti registra comunque un utile di 0,7 miliardi, in aumento rispetto agli 0,4 miliardi del 2024.
Tra i rami Danni non auto si conferma la crescita della malattia, in aumento dell’11,6%, e dei corpi di veicoli terrestri, saliti del 9,2%. Molto sostenuta anche la dinamica del ramo incendio ed elementi naturali, cresciuto del 17,1%, favorito dalla progressiva introduzione dell’obbligo assicurativo contro le catastrofi naturali per le imprese. In espansione anche credito e cauzione, con un +10,9%, e tutela legale e assistenza, in crescita dell’8%.
Il quadro patrimoniale resta robusto. L’indice medio di solvibilità delle imprese vigilate raggiunge il 273%, in aumento rispetto al 259,4% dell’anno precedente. Il rafforzamento riguarda imprese Vita, Danni e multi-ramo, anche se con intensità diversa. Allo stesso tempo cresce la dispersione tra operatori, segnale di una maggiore eterogeneità nella solidità patrimoniale del mercato.
Le considerazioni del Presidente IVASS Paolo Angelini
Nelle sue Considerazioni, il Presidente dell’IVASS Paolo Angelini ha richiamato il ruolo che il settore assicurativo è chiamato a svolgere in una fase segnata da tensioni geopolitiche, cambiamento climatico, trasformazione tecnologica e declino demografico. Il messaggio centrale è quello di un comparto solido, ma chiamato a usare questa forza per accompagnare meglio l’economia reale.
“Il settore assicurativo italiano arriva a questa fase con una posizione solida e con una buona redditività: ora può contribuire in modo più deciso alla protezione di famiglie e imprese e al finanziamento dell’innovazione”, ha sottolineato in sintesi Angelini.
Un passaggio importante riguarda la revisione di Solvency II, che diventerà pienamente operativa dal 30 gennaio 2027. Secondo le stime IVASS, le nuove regole potrebbero liberare circa 5 miliardi di capitale per le compagnie italiane e aumentare di 10 punti percentuali l’indice di solvibilità. Per Angelini, questa evoluzione apre uno spazio nuovo per investimenti più orientati allo sviluppo.
“La liberazione di capitale prodotta dalla revisione di Solvency II crea le condizioni per un ruolo più attivo delle assicurazioni negli investimenti di lungo periodo, a beneficio dei clienti, delle imprese e dell’economia reale”, è la sintesi del ragionamento espresso dal Presidente.
Angelini si è soffermato anche sugli investimenti del settore. A fine 2025 gli investimenti delle compagnie ammontano a 1.100 miliardi di euro, di cui circa 300 miliardi collegati a contratti Vita in cui il rischio è sopportato dagli assicurati. Gli 800 miliardi a carico delle compagnie restano concentrati nei titoli di Stato, pur in un quadro di progressiva diversificazione. L’esposizione al private credit è in crescita ma ancora contenuta, pari a 25 miliardi, circa il 2,5% degli investimenti complessivi. Marginale, invece, l’investimento in venture capital, inferiore a 30 milioni.
“Private credit, private equity e venture capital richiedono competenze, prudenza e coerenza con le passività assicurative, ma possono contribuire a finanziare innovazione e crescita”, ha evidenziato Angelini nel suo intervento.
Altro tema centrale è quello delle catastrofi naturali. L’obbligo assicurativo per le imprese, introdotto dalla Legge di Bilancio per il 2024, è entrato pienamente in vigore ad aprile. La diffusione delle coperture resta ancora limitata, ma in crescita: le polizze sono passate da 290.000 nel luglio 2025 a 570.000 a gennaio 2026, fino a circa 700.000 contratti a fine aprile. Il premio mediano è pari a 203 euro per impresa, ovvero 7,1 euro ogni 10.000 euro di somma assicurata.
“Il nuovo obbligo sulle catastrofi naturali affronta un problema storico di sottoassicurazione del Paese, ma servirà lavorare ancora per ampliare l’adesione e rendere più chiaro il valore della copertura”, è il punto richiamato dal Presidente IVASS.
Angelini ha indicato anche possibili aree di intervento: l’eventuale ampliamento delle coperture, forme di incentivo per gli assicurati, il tema della riassicurazione pubblica e una maggiore valorizzazione delle polizze da parte delle banche nella concessione del credito. Secondo il Presidente, una migliore integrazione tra coperture assicurative, prevenzione e condizioni di finanziamento potrebbe generare un circolo virtuoso per le imprese.
“L’assicurazione contro i rischi climatici può diventare parte di un percorso più ampio: meno vulnerabilità, migliore accesso al credito e maggiore capacità di adattamento delle imprese”, ha spiegato in sintesi Angelini.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’innovazione tecnologica e ai rischi connessi all’intelligenza artificiale. Secondo Angelini, la diffusione di modelli operativi basati su dati, automazione ed esternalizzazione tecnologica sta cambiando profondamente il settore assicurativo. L’IA può rafforzare le difese informatiche, ma può anche rendere più potenti gli attacchi condotti da organizzazioni criminali o soggetti ostili.
“L’intelligenza artificiale è una leva straordinaria, ma porta con sé rischi nuovi: le compagnie devono rafforzare competenze, controlli e capacità di risposta agli incidenti operativi e cibernetici”, ha avvertito Angelini.
Dalle verifiche IVASS sono emerse in più casi carenze di risorse specializzate nella gestione delle infrastrutture informatiche e nelle funzioni di controllo. Un punto sensibile riguarda i fornitori esterni di servizi ICT, ai quali è riconducibile il 75% delle segnalazioni di incidente informatico ricevute da IVASS nel 2025.
“Le compagnie restano responsabili anche dei danni legati ai fornitori esterni: la resilienza digitale deve diventare una responsabilità strategica dei consigli di amministrazione”, ha ribadito il Presidente.
Sul fronte della tutela dei consumatori, Angelini ha ricordato l’avvio dell’Arbitro Assicurativo, operativo dal 15 gennaio. Fino agli inizi di giugno sono arrivati 1.734 ricorsi: 260 relativi al comparto Vita, 941 ai Danni non auto e 533 alla r.c. auto. L’85% dei ricorsi è stato presentato nei confronti di compagnie, il 5% verso intermediari e il restante 10% contro una pluralità di controparti. In circa il 12% dei casi, la controversia si è risolta dopo le prime interlocuzioni tra le parti, senza la necessità di una pronuncia arbitrale.
“L’Arbitro Assicurativo si sta affermando come uno strumento accessibile di tutela, ma è importante ricordare che il ricorso deve essere preceduto da un reclamo alla compagnia”, ha osservato Angelini.
Tra i dossier aperti rientra anche la r.c. auto. Nel quarto trimestre 2025 il premio medio per le autovetture si è attestato a 432 euro, in aumento del 3,5% su base annua. IVASS continuerà a monitorare l’evoluzione del mercato e, insieme all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, condurrà un’indagine conoscitiva sui meccanismi di compensazione tra imprese nel risarcimento diretto e sul sistema bonus-malus, due aspetti giudicati ormai bisognosi di aggiornamento.
“Alcuni meccanismi della r.c. auto mostrano elementi di obsolescenza: servono analisi e possibili interventi per rendere il settore più efficace e più vicino alle esigenze degli assicurati”, è la sintesi della posizione espressa dal Presidente.
Infine, Angelini ha richiamato il tema della gestione delle crisi. Il Fondo di garanzia Vita è pienamente operativo e l’IVASS è stata designata Autorità di risoluzione per il settore assicurativo nell’ambito del recepimento della direttiva europea sulla gestione delle crisi. Si tratta di un passaggio rilevante per rafforzare gli strumenti di intervento preventivo e la tutela degli assicurati.
Nel complesso, la Relazione annuale IVASS restituisce l’immagine di un mercato assicurativo in buona salute, ma chiamato a misurarsi con sfide profonde: il cambiamento climatico, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, la protezione dei consumatori, la riforma della r.c. auto e la necessità di orientare il capitale verso investimenti utili alla crescita.
“Restiamo impegnati perché il settore assicurativo italiano continui a sostenere le sfide che l’Europa e l’Italia sono chiamate ad affrontare, cogliendo le opportunità aperte dai cambiamenti in corso”, ha concluso Angelini.