Clima e assicurazioni: Axa Italia presenta a Torino il nuovo strumento per valutare e mitigare i rischi futuri

Cambiamenti climatici: temperature estreme, inondazioni e stress idrico minacciano il Piemonte. I dati dello studio Axa Climate al centro della tappa torinese del roadshow dedicato al rischio climatico
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Il Piemonte si troverà ad affrontare entro il 2050 sfide climatiche sempre più rilevanti: ondate di calore prolungate, aumento delle inondazioni e carenza d’acqua. È quanto emerge dallo studio scientifico presentato il 2 luglio 2025 a Torino da Axa Italia, in occasione della nuova tappa del ciclo di incontri “Cambiamenti Climatici. Prevenire e mitigare il rischio – Axa incontra il territorio”. L’iniziativa, patrocinata da Ania e dal Comune di Torino, ha l’obiettivo di sensibilizzare territori, istituzioni e imprese su un tema urgente per la tenuta economica e sociale del Paese.

Il report è stato realizzato da Axa Climate, società del Gruppo Axa che riunisce un team internazionale di oltre 20 esperti con PhD in climatologia, scienze ambientali e data science, e si concentra sulla proiezione al 2050 del grado di rischiosità climatica della regione.

Un quadro preoccupante, che si inserisce in un contesto nazionale già altamente vulnerabile: il 94% dei comuni italiani è a rischio frane, alluvioni o erosione costiera, oltre l’80% delle abitazioni è esposto a un rischio medio-alto legato ad almeno uno di questi fenomeni. A questi dati si aggiunge l’incremento delle catastrofi naturali, aumentate del 16% solo nel 2023 con 378 eventi estremi, per un costo stimato di oltre 16 miliardi di euro (+22% rispetto al 2022). Nonostante ciò, l’Italia resta fortemente sottoassicurata: solo il 7% di abitazioni e imprese dispone di coperture contro terremoti e alluvioni.

Le principali minacce per il Piemonte: caldo, acqua e infrastrutture

Lo studio Axa Climate ha individuato tre aree di rischio prioritario per il Piemonte: temperature estreme, inondazioni e stress idrico.

Sul fronte del caldo estremo, i modelli prevedono un incremento significativo dei giorni in cui la temperatura percepita supererà i 33°C, con picchi sopra i 40°C nella parte centro-orientale della regione. A Torino si stimano quasi 12 giorni in più l’anno con massime oltre i 35°C, mentre ad Alessandria saranno 30 i giorni in più con temperature simili. Nella sola Torino, i giorni con oltre 31°C passeranno da 6,8 a 41,3 l’anno.

Questo scenario rappresenta una sfida importante per la vivibilità urbana e l’operatività industriale, con possibili interruzioni produttive causate dalle ondate di calore.

Quanto al rischio inondazioni, le precipitazioni intense saranno sempre più frequenti. In particolare, tratti dell’autostrada A5 tra Torino e Aosta potranno essere soggetti a inondazioni con un livello d’acqua fino a 130 cm nel 2050. Le inondazioni fluviali interesseranno soprattutto l’area della Pianura Padana, zona agricola ad alta densità, esposta per la vicinanza ai fiumi.

Lo stress idrico colpirà invece con maggior forza il sud del Piemonte, dove si prevede che oltre il 40% dell’acqua disponibile sarà utilizzata entro il 2050. A rischio settori chiave come la viticoltura nelle Langhe, dove lo stress idrico passerà dal 31% della baseline al 44%.

Una nuova piattaforma per la valutazione dei rischi climatici

Nel corso dell’incontro, Axa ha anche presentato un nuovo strumento di analisi del rischio climatico e della biodiversità sviluppato da Axa Altitude. La piattaforma consente alle aziende di identificare i rischi per i propri siti in tutto il mondo, valutarne l’impatto finanziario e definire strategie di adattamento e mitigazione. L’analisi, autonoma e rapida, supporta anche la rendicontazione di sostenibilità, appoggiandosi all’ecosistema di esperti e database proprietari del Gruppo.

Un confronto pubblico-privato sul futuro del territorio

Durante la tappa torinese si è svolta una tavola rotonda che ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria, imprese del territorio e agenti, per discutere esperienze concrete e soluzioni possibili. Dopo i saluti istituzionali di Chiara Foglietta (Comune di Torino), Alberto Cirio (Presidente Regione Piemonte) e Gilberto Pichetto Fratin (Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), hanno aperto i lavori Letizia D’Abbondanza, Chief Customer & External Communication Officer di Axa Italia, e Umberto Guidoni, Co-Direttore Generale di Ania.

Sono intervenuti anche: Secondo Barbero, Direttore Generale Arpa Piemonte, Giorgia Garola, Presidente Amma – Unione Industriali Torino, Filippo Emanuelli, AD Belfor Italia, Paola Veglio, AD Brovind Vibratori, Riccardo Gili, Head of Claims Innovation di Axa Italia, Le conclusioni sono state affidate a Claudia Porchietto, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte.

Tra i temi affrontati: l’esperienza diretta delle aziende locali, i piani di gestione del rischio già attivati, le strategie di prevenzione e le modalità operative durante eventi calamitosi, con l’obiettivo condiviso di rafforzare la resilienza dei territori.

“In AXA – ha concluso D’Abbondanza – crediamo nel valore della prevenzione e nella forza dei dati come guida all’azione. Vogliamo promuovere una cultura condivisa della resilienza, capace di coinvolgere l’intero ecosistema sociale ed economico del Paese”.

“A sei mesi dall’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo per le imprese, cresce la consapevolezza sull’importanza della copertura come strumento per garantire la continuità produttiva”, ha dichiarato Guidoni.

“Il cambiamento climatico – ha sottolineato Porchietto – impatta direttamente su sicurezza, salute e sostenibilità. Lo studio presentato oggi ci restituisce l’urgenza di agire subito, con strumenti scientifici e una collaborazione solida tra pubblico e privato”.

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