L’anno appena trascorso era stato annunciato dai vari uffici marketing delle mandanti come un potenziale anno catastrofico. Le direzioni, pressavano le agenzie, le agenzie gli agenti, e quest’ultimi le loro reti commerciali. Arrivati a febbraio però i dati, come le bugie mascherate da una forte e falsa “ansia da prestazione”, iniziano a venire fuori.
Il primo utile record è da affibbiare ad Unipol, ma di sicuro avrà a stretto giro “molta compagnia/e”. Fare utili è fondamentale per gli azionisti e per imbastire investimenti nelle innovazioni che il mercato ci obbliga a fare per stare sempre sul pezzo.
Quello che poco è condivisibile, è lo stress a cui viene sottoposta la rete vendita, ed il continuo spremere gli assicurati al solo vantaggio degli azionisti. Il focus sulla rete viene spontaneo farlo, quando si vede che alle “tradizionali innovative” convention di inizio anno delle mandanti, viene raccontata la solita barzelletta del cliente al centro del progetto. Probabilmente sarebbe più onesto mettere al “centro” le reali intenzioni commerciali, e trattare la propria rete come dovrebbe essere, ovvero come dei professionisti che fanno il loro lavoro in trincea ogni giorno, costituendosi come prima linea e reale termometro di quello che succede.
Noi intermediari proviamo a farci rispettare scegliendo con chi collaborare, non sulla base provvigionale ma magari in base a chi crediamo, in primis, trasparente con la clientela, o piuttosto su chi imposta la propria propaganda su una vera diffusione di educazione assicurativa.