Come si valuta, sul piano medico-legale, qualcosa di soggettivo e sfuggente come il piacere? E soprattutto: come si misura la sua perdita? È la domanda al centro del convegno di medicina legale “Il piacere. Scienza, diritto e persona”, in programma il 2 e 3 ottobre 2026 al Teatro Goldoni di Corinaldo (Ancona), promosso dall’Associazione Marchigiana Medicina Legale (Amamel) con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (Simla).
“Il piacere, da un punto di vista valutativo, non può essere recintato nell’aponia, l’assenza di dolore fisico, o nell’atarassia, l’assenza di turbamento dell’anima – ha dichiarato il Presidente Amamel, Andrea Mancini – Il piacere è molto di più. È così molto di più che la sua perdita o riduzione non può essere valutata in termini di semplice sottrazione. E poi, sottrazione da cosa e di cosa? Essere consci di ciò non ci deve indurre a evitare approfondimenti, confronti e discussioni sul tema, perché essi stessi rappresentano un piacere”.
Il programma affronta il tema nei diversi ambiti di interesse della disciplina. La prima giornata si apre con una riflessione sui confini, i limiti e le prospettive del “piacere di piacersi”, per poi affrontare il fronte delle nuove sostanze e del chemical sex, tra modulazione del piacere, nuove sensazioni e insidie legate al dark web. Spazio quindi al danno estetico, con l’analisi dei criteri di valutazione nella responsabilità sanitaria attraverso casi pratici. In serata, una sessione aperta alla cittadinanza – realizzata con la collaborazione di Teatro Time – porta il tema davanti al pubblico, tra un recital dedicato alla cura e alla perdita e una riflessione sulle forme “difficili” del piacere.
La seconda giornata entra nel territorio più delicato: quello della perdita del piacere di vivere, con una sessione dedicata al suicidio medicalmente percepito, assistito e attuato, tema di crescente rilievo scientifico e giuridico. Segue l’analisi della quantificazione del danno da perdita del piacere, con casi pratici e discussione aperta alla platea, prima della premiazione dei poster e delle comunicazioni scientifiche. Ai lavori partecipano numerosi tra i principali esperti italiani della disciplina. Un convegno che, dietro un titolo volutamente evocativo, affronta questioni di grande concretezza per la medicina legale contemporanea: la valutazione di un danno che non incide soltanto sull’integrità fisica, ma sull’intera dimensione esistenziale e relazionale della persona.