Cybersecurity, un’azienda su 4 non fa formazione ai dipendenti

A rivelarlo è un'indagine di Experis, brand di ManpowerGroup, condotta su 1.930 responsabili IT e presentata in occasione del primo incontro dello Human Intelligence Network.
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La formazione in azienda su temi cruciali come cybersicurezza e intelligenza artificiale non è ancora capillare e deve essere potenziata per stare al passo dello sviluppo tecnologico: più di un’azienda su 4 (28%) non propone regolarmente corsi sulla sicurezza informatica per le proprie persone, mentre oltre il 40% delle organizzazioni non prevede programmi di aggiornamento sull’AI rivolti ai talenti emergenti in azienda, preferendo rivolgersi a professioniste e professionisti esterni.  Questi dati emergono dall’“Experis 2026 CIO Outlook Survey” e sono stati discussi ieri durante il primo incontro dello Human Intelligence Network – l’iniziativa di Experis che riunisce figure apicali delle funzioni tecnologiche e aziendali per confrontarsi sulle sfide della trasformazione digitale – all’interno della tavola rotonda “From Technology to Impact. Governance, leadership e organizzazione per trasformare la tecnologia in valore”, moderata dal Professor Marco Taisch, Presidente del MADE Competence Center e Professore del Politecnico di Milano.

L’indagine svolta in 12 paesi, tra cui l’Italia, su 1.930 responsabili aziendali del settore tecnologico e promossa da Experis, brand di ManpowerGroup, provider IT di soluzioni applicative, consulenza, resourcing e formazione, ha osservato l’impatto che le nuove tecnologie stanno avendo sull’organizzazione delle aziende grazie a interviste rivolte a responsabili e professioniste e professionisti negli ambiti IT e sicurezza informatica, come CIO, Chief Information Officer, CTO, Chief Technology Officer e CISO, Chief Information Security Officer.

Emerge con forza, anche alla luce dei rapidi sviluppi tecnologici generati dall’AI, la necessità, evidenziata dal 48% delle intervistate e degli intervistati (erano il 35% nel 2025) di un maggiore allineamento tra gli obiettivi generali di business di un’azienda e la strategia IT dell’impresa stessa. Questo dato è reso ancora più significativo dal fatto che il 61% delle intervistate e degli intervistati afferma che le figure dirigenziali non conoscono in modo sufficiente il ruolo e i compiti delle e dei responsabili IT dell’azienda. Molto importanti sono anche il rafforzamento della cybersicurezza (indicato dal 37% del campione del 2026 contro il 35% del 2025) e l’avvio di iniziative di trasformazione digitale (30% contro il 23% del 2025).

L’intelligenza artificiale si conferma come uno dei principali “motori” di questa trasformazione. Oltre il 60% del campione dichiara di avere avviato l’implementazione di tecnologie basate sull’AI nei sistemi esistenti, mentre il 54% afferma che gli investimenti in AI stanno iniziando a generare un ROI (Return On Investment) positivo. Tuttavia, nel 2026 la percentuale di leader IT che dichiara di organizzare regolarmente programmi di formazione sull’AI per i talenti emergenti (58%), diminuisce rispetto al 2025 (63%), sollevando la questione di chi sarà adeguatamente preparato a guidare, nel prossimo futuro, le funzioni tecnologiche delle organizzazioni.

“Una formazione continua e capillare delle persone su temi chiave come intelligenza artificiale e sicurezza informatica può contribuire a sviluppare competenze aggiornate e a rendere gli investimenti tecnologici di un’azienda sempre più efficaci e in linea con gli obiettivi di business – ha osservato Salvatore Basile, director di Experis in Italia, brand di ManpowerGroup – Questo aspetto risulta ancora più urgente alla luce di un contesto che si trasforma rapidamente: oltre il 40% delle e dei responsabili IT intervistati ha indicato come priorità del loro lavoro lo stare al passo con la rapida evoluzione dell’innovazione. Molto importante per loro è anche dimostrare l’impatto sul business delle soluzioni tecnologiche adottate e vincere la resistenza interna al cambiamento”.

Nel 2026 la formazione delle persone ha registrato un lieve rallentamento anche sul fronte della cybersicurezza: il 72% delle persone intervistate svolge regolarmente corsi di aggiornamento e formazione, in lieve calo rispetto al 2025 (74%). Meno di tre quarti delle figure di leadership IT (72%) dichiarano che la propria strategia di gestione dei rischi sia in linea con il livello di preparazione in materia di cybersecurity (in calo rispetto al 77% registrato dall’indagine svolta nel 2025).

Sebbene la sovranità digitale sia indicata come prioritaria dall’81% delle figure di leadership in questo campo, gli investimenti nell’erogazione di servizi IT esternalizzati continuano ad aumentare. Il 67% delle/dei leader IT prevede di aumentare quest’anno la propria dipendenza dai servizi esterni.

“In un contesto segnato da dipendenze tecnologiche rilevanti e tensioni geopolitiche ricorrenti, le competenze assumono una dimensione strategica – ha concluso Marco Taisch, docente di Digital Manufacturing al Politecnico di Milano e Presidente del MADE Competence Center Industria 4.0 – La sovranità digitale non si costruisce solo con tecnologie, dati e infrastrutture, ma anche con persone capaci di comprenderli e governarli. Il vero rischio è che si investa prevalentemente nei software, anziché nella capacità delle persone di utilizzarli. La formazione continua, invece, non va considerata un complemento dell’innovazione: ne è parte integrante. È dalla combinazione tra tecnologia e intelligenza umana che dipenderanno la competitività delle imprese e la qualità del lavoro del futuro; ed è il motivo per cui credo fermamente nel dialogo tra attori tecnologici e realtà come Experis”.

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