Assicurazioni, l’AI premia chi investe: combined ratio giù, premi su

È quanto emerge dal nuovo Advanced Analytics & AI Survey 2026 di WTW, condotto su 59 assicuratori P&C tra Stati Uniti e Canada, con il coinvolgimento di dirigenti senior delle funzioni analytics, attuariale e strategia.
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Le compagnie property and casualty (P&C) nordamericane che hanno investito maggiormente in analytics avanzati e intelligenza artificiale hanno ottenuto redditività più alta e una crescita dei premi più sostenuta. È quanto emerge dal nuovo Advanced Analytics & AI Survey 2026 di WTW, condotto su 59 assicuratori P&C tra Stati Uniti e Canada, con il coinvolgimento di dirigenti senior delle funzioni analytics, attuariale e strategia. Secondo l’indagine, gli assicuratori che utilizzano analytics più sofisticati hanno raggiunto, tra il 2022 e il 2024, combined ratio inferiori di sei punti percentuali e una crescita dei premi superiore di tre punti percentuali rispetto a chi ha adottato queste tecnologie più lentamente.

Più lenta è invece l’adozione degli strumenti di analytics nella gestione dei sinistri. Attualmente il 33% delle compagnie li utilizza per individuare le frodi e il 29% per valutare la severità dei sinistri. Nei prossimi due anni, queste percentuali sono però attese in crescita fino al 65-70%. Anche l’automazione dei processi attraverso lo straight-through processing dovrebbe accelerare: il 36% degli intervistati prevede di introdurla, contro il 14% che la utilizza già.

La survey evidenzia inoltre una diffusione sempre maggiore di large language model e AI generativa. Più della metà degli assicuratori intervistati utilizza già queste tecnologie e un ulteriore 29% prevede di adottarle nei prossimi due anni. Ancora più significativo il potenziale nell’underwriting. Solo il 16% delle compagnie utilizza oggi l’AI per supportare il lavoro degli underwriter, ma il 60% prevede di dare priorità a questo ambito entro il 2028. La crescita dell’AI, tuttavia, deve fare i conti con alcuni ostacoli strutturali. Il 42% degli intervistati indica nella qualità e nell’accessibilità dei dati, insieme ai limiti delle infrastrutture IT, una delle principali barriere all’adozione degli analytics. Resta inoltre da costruire una vera cultura data-driven. Solo il 20% delle compagnie dichiara di avere una strategia analytics ben definita a supporto delle attività quotidiane e appena il 12% offre con regolarità formazione ai dipendenti.

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