Un incendio nella foresta boreale canadese può fermare una linea ferroviaria, ritardare le merci dirette ai porti e mettere in difficoltà attività industriali a centinaia di chilometri dalle fiamme. È stato proprio il rischio a catena il focus dell’indagine degli esperti di Hdi Risk Consulting, che ha esaminato gli effetti dei cambiamenti climatici nella regione attraverso lo strumento Hdi Argos 4.0. L’area in cui si sviluppa la foresta boreale è molto ampia e attraversa il Canada e si estende fino all’Alaska e agli Stati Uniti settentrionali, ma è prorpio nelle sue aree più remote che si concentrano attività forestali, minerarie ed energetiche, collegate ai mercati da strade, ferrovie e reti elettriche. Aree che sono potenzialmente a rishcio. Infatti, secondo l’analisi, caldo, siccità, incendi, scarsità d’acqua e scioglimento del permafrost possono aggravarsi a vicenda e compromettere queste infrastrutture.
“I rischi climatici si propagano attraverso sistemi interconnessi – ha affermato Wiebke Cundill, responsabile del team di analisi dei rischi naturali e climatici di Hdi Risk Consulting – Individuare dove si concentrano aiuta le organizzazioni a valutarne le conseguenze sulla continuità delle attività e sugli investimenti”.
Canada, quando il rischio incendio è reale
Gli incendi rappresentano uno dei pericoli più evidenti. Nel 2023, in Canada sono bruciati oltre 15 milioni di ettari di territorio. Oltre ai danni alla foresta, le fiamme possono interrompere la produzione, colpire oleodotti e linee elettriche e bloccare i collegamenti usati per trasportare materie prime. Il caso di Fort McMurray, nel 2016, dà la misura delle possibili perdite: secondo i dati riportati da HDI Risk Consulting, l’incendio causò danni per circa 7,2 miliardi di dollari canadesi, di cui 1,9 miliardi legati all’interruzione delle attività.
Anche quando gli impianti restano intatti, le conseguenze possono arrivare attraverso le reti da cui dipendono. L’incendio di Jasper del 2024, per esempio, ha interrotto i collegamenti ferroviari di CN Rail, ritardando il trasporto delle merci verso porti come Vancouver e Prince Rupert.
“Quando una linea ferroviaria – ha osservato Nina Lenz, analista dei rischi naturali e climatici di Hdi Risk Consulting – una strada, un collegamento elettrico o la forza lavoro ne risentono, le conseguenze possono diffondersi rapidamente lungo le catene di approvvigionamento”.
Gli effetti possono superare anche il confine canadese. Legname, minerali ed energia provenienti dal Canada alimentano attività negli Stati Uniti, mentre il fumo degli incendi può peggiorare la qualità dell’aria ben lontano dal luogo in cui si sviluppano le fiamme. Nelle regioni settentrionali si aggiunge lo scioglimento del permafrost, che può rendere meno stabili le infrastrutture e ostacolare i trasporti.
Per ridurre l’esposizione, l’analisi indica interventi che vanno dal monitoraggio degli incendi e della disponibilità d’acqua alla protezione delle infrastrutture, fino alla diversificazione delle vie di trasporto e delle fonti di energia. La valutazione del rischio, dunque, deve comprendere anche i collegamenti da cui dipende un’attività.