Negli ultimi anni, il mercato assicurativo globale ha visto una crescita significativa, trainata in larga parte dalla digitalizzazione. Questa tendenza si è riflessa anche in Italia, dove si è osservata una forte spinta verso l’innovazione digitale e un aumento degli investimenti in tecnologie avanzate, soprattutto nel settore Insurtech. A fare il punto sullo stato del settore, a livello globale e italiano, è stato il presidente di Italian Insurtech Association, Simone Ranucci Brandimarte, in apertura della quarta edizione dell’Insurtech Day, andato in scena a Milano il 17 settembre.
“A livello globale, il mercato assicurativo è cresciuto da 4,8 trilioni di dollari nel 2020 a un’aspettativa di 10 trilioni di dollari nei prossimi anni. La digitalizzazione ha avuto un ruolo fondamentale, rendendo l’offerta assicurativa più accessibile e inclusiva. In particolare, la tecnologia ha permesso alle compagnie assicurative di raggiungere segmenti di clientela finora esclusi, ampliando così la base di utenti” ha affermato Ranucci.
“In Italia, nonostante il paese rappresenti una delle principali economie mondiali, il settore assicurativo risulta ancora sottopenetrato rispetto ad altri mercati internazionali – continua il presidente di IIA – Tuttavia, proprio questa caratteristica offre ampie opportunità di crescita, con un tasso atteso di digitalizzazione del 28%, superiore alla media globale del 24%. Questa crescita si riflette nell’aumento degli investimenti: si prevede che il mercato italiano dell’Insurtech raggiungerà un miliardo di euro entro il 2024, grazie alla combinazione di investimenti in start-up, digitalizzazione delle compagnie assicurative e collaborazioni con terze parti”
Ranucci fa notare un aspetto interessante emerso negli ultimi anni: a differenza di altri settori (come il retail o i viaggi, dove nuovi attori hanno scalzato i leader tradizionali), nel settore assicurativo la digitalizzazione ha rafforzato i player esistenti. Le compagnie assicurative, anziché essere messe in difficoltà dai nuovi entranti, hanno saputo integrare soluzioni tecnologiche avanzate nei loro processi, migliorando così il servizio al cliente. Ciò ha portato a un consolidamento della filiera assicurativa tradizionale, che si è arricchita di nuovi strumenti e tecnologie.
“Il settore insurtech – ha ricordato Ranucci – ha vissuto una fase di sperimentazione tra il 2020 e il 2021, caratterizzata da ingenti investimenti in venture capital. Tuttavia, con l’evoluzione del mercato, si è assistito a una riduzione degli investimenti, segnale che il settore sta entrando in una fase di consolidamento. Questo fenomeno è particolarmente evidente negli Stati Uniti, mentre in Europa, e soprattutto in Italia, gli investimenti nel settore sono in crescita”.
Ranucci non ha potuto non citare il ruolo cruciale giocato dall’intelligenza artificiale in questo settore. “Nel 2024, l’IA ha avuto un impatto significativo su tutta la catena del valore assicurativo, dall’operatività alla distribuzione. L’adozione di questa tecnologia è stata guidata dalle compagnie più grandi, capaci di sostenere investimenti importanti. In Italia, però, l’adozione dell’IA è ancora agli inizi, con solo il 10% degli investimenti totali destinati a questa tecnologia. Nonostante ciò, l’IA è vista come un fattore chiave per migliorare l’efficienza operativa e l’esperienza del cliente, con una previsione che nel 2026 il 40% dei processi assicurativi sarà automatizzato grazie all’IA”.
Il 2024 ha anche segnato un aumento dell’integrazione tra canali fisici e digitali, un fenomeno denominato “phygital”. “Questo modello – ha affermato Ranucci – ha permesso alle compagnie assicurative di offrire un servizio più flessibile e personalizzato, combinando la presenza fisica con strumenti digitali avanzati. In questo contesto, il ruolo degli intermediari assicurativi è stato potenziato grazie all’utilizzo di piattaforme digitali, CRM avanzati e strumenti di analisi dei dati”
Infine, l’Italia sta vedendo una crescente adozione degli ecosistemi assicurativi, con investimenti concentrati in quattro aree principali: salute, mobilità, casa e Pmi. “Nel 2024, il 35% degli investimenti nel settore sarà destinato a questi ecosistemi, segnalando un cambiamento nel modo in cui le compagnie interagiscono con i clienti, offrendo non solo prodotti assicurativi tradizionali ma anche servizi aggiuntivi e valore continuo” ha concluso Ranucci.
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