Melani 1 (1)

Il settore del brokeraggio assicurativo sta vivendo una fase di effervescenza tra operazioni di M&A e transizione tecnologica. In questo contesto, Wide Group si è ritagliata un ruolo di primo piano. Con Gianluca Melani, co-founder & managing director di Wide Group, abbiamo parlato di strategie di mercato e obiettivi futuri della società.

Abbiamo visto negli ultimi tempi moltissime operazioni di M&A nel settore del brokeraggio assicurativo, con protagonisti player stranieri. A cosa è dovuta tanta vivacità e perché il mercato italiano risulta così attrattivo?

La vivacità delle operazioni a cui stiamo assistendo è determinata dalla natura stessa del settore del brokeraggio assicurativo, il quale ha un’attuale necessità di innovarsi fortemente, ma che – al tempo stesso – mantiene una sua solidità di business e quindi una sua stabilità. Il mercato ha compreso che la disintermediazione del settore assicurativo, in termini di sistemi di vendita diversa da quelli di tipo consulenziale, non sembra rivelarsi efficace, come accade in altri ambiti. Inoltre, non dimentichiamo che l’Italia è una delle otto economie più importanti al mondo, e che il nostro mercato assicurativo è uno dei più ricchi d’Europa. Questo spiega perché siamo fortemente attrattivi verso player stranieri.

Quali sfide specifiche affrontano oggi i broker italiani nel contesto attuale?

La sfida principale per i broker italiani è la transizione tecnologica. Stiamo assistendo a un repentino passaggio da procedure operative fortemente analogiche, strutturate alla fine degli anni ’90, a quelle odierne, che devono rispondere alle necessità dei clienti attuali, sempre più evoluti ed esigenti. Parliamo di servizi più attrattivi e customer centrici.

Come si posiziona Wide Group in questo scenario e come mantiene la propria competitività in un mercato così dinamico e competitivo?

Wide è stata la prima società di brokeraggio italiano ad avere un dipartimento IT interno, che ha sviluppato interamente in-house “Policy”, una piattaforma tecnologica che gestisce tutto il ciclo di vita delle polizze. Una soluzione unica in quanto progettata da un broker, con una conoscenza delle dinamiche che solo un esperto può avere, e a servizio di altri broker. La nostra infrastruttura è completamente in cloud. Dedichiamo inoltre molta attenzione anche alle attività di ricerca e sviluppo, UX e customer journey permettendo rilasci e aggiornamenti costanti che interessano la piattaforma. Ancora oggi riteniamo che gli ingenti investimenti destinati alla tecnologia e allo sviluppo della nostra piattaforma siano di primaria importanza. Tengo a precisare che Wide è un broker con un management italiano, con conoscenze approfondite del mercato di riferimento in cui opera e delle necessità di broker e clienti del panorama nazionale. Grazie alla nostra capacità di innovare e anticipare le esigenze del mercato, manteniamo saldamente la nostra posizione di leadership. Non nego che nel nostro percorso abbiamo assistito a vari tentativi di emulazione. Ma non è tutto, siamo anche artefici e pionieri di alcuni progetti che anticipano alcuni trend e aiutano a snellire vecchie procedure: per esempio pensiamo al servizio di firma digitale. I processi di firma dei contratti assicurativi, infatti, rappresentano da sempre un grande problema operativo e regolatorio di tutta l’industria.
Mi spiego meglio: il contraente, per prassi, non dovrebbe avere l’abitudine di firmare contratti assicurativi che prevedono la stampa di un plico con una media di 42 pagine, l’apporto di un numero di firme che varia da 3 a 11 in diverse pagine del contratto e la condivisione del plico al proprio broker o agente il quale è poi tenuto a custodirlo ed inviarlo alla compagnia assicurativa. Con l’obiettivo di digitalizzare i processi dell’industria assicurativa datati e guidati dalla volontà di proporre innovazioni sostenibili, che evitino gli sprechi e il consumo di carta, abbiamo realizzato quindi un processo di firma user friendly e completamente digitale che incontri i bisogni dei contraenti persone fisiche e giuridiche, abilitando pratiche rispondenti alla normativa, che riduca gli sprechi e che fornisca al contraente un’esperienza di consumo delle assicurazioni aggiornata e digitale. Sto parlando di un metodo di firma proprietario compliant e sicuro, realizzato da Wide Group.

Qual è la visione dietro la strategia di aggregazione adottata da Wide Group?

La visione di Wide consiste nel lavorare continuamente a una struttura solida, snella e tecnologica, a pieno e completo supporto di tutti i broker italiani che mirano a mantenere la loro elevata professionalità e ad avvalersi di strumenti e servizi innovativi, in favore del proprio business e dei propri clienti.

Quali sono stati i principali obiettivi raggiunti fino ad ora grazie a questa strategia?

Direi che il principale traguardo ottenuto è stato quello di diventare uno dei primi cinque broker a livello nazionale in meno di 7 anni dalla nascita della società. Una crescita repentina che non si era mai vista prima sul mercato italiano, frutto di una visione lungimirante e di una profonda conoscenza del mercato assicurativo e dei suoi attori principali.

Quali sono i piani e le ambizioni future di Wide Group nel medio-lungo termine?

Vogliamo in primis continuare a crescere, sia organicamente sia per linee esterne, proseguendo la nostra strategia di aggregazioni e acquisizioni di altre realtà di brokeraggio italiano. Uno step fondamentale per confermare il nostro primato nel settore. Su questo fronte daremo degli aggiornamenti nei prossimi mesi, che seguiranno a delle operazioni strategiche che abbiamo in pipeline. Inoltre, abbiamo l’ambizione di continuare a investire in tecnologia, innovando il settore del brokeraggio assicurativo, in ottica di migliorare progressivamente i servizi offerti ai nostri broker e ai nostri clienti.

Come vede evolversi il ruolo dei broker nel prossimo decennio e quale sarà il contributo di Wide Group in questa evoluzione?

Tecnologia al servizio dei broker e delle persone, questa è la direzione in cui si sta muovendo il mercato. Come già anticipato, il settore assicurativo non vedrà una disintermediazione dei prodotti assicurativi nei prossimi 10 anni. Le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale di cui si parla molto in questo periodo, nel nostro particolare comparto, non andranno a sostituire il valore delle persone, ma saranno validi strumenti che potranno ottimizzare e potenziare il lavoro e la produttività del broker, che manterrà la sua essenziale centralità.

Iscriviti alla newsletter di InsurZine per restare aggiornato su tutte le ultime news e eventi Insurtech

Andrea Turco

È il Direttore Responsabile di Insurzine.