assicurazioni, clienti digitali

Il 74% dei titolari di una polizza ritiene di possedere almeno le conoscenze principali che gli permettono di gestire i propri contratti assicurativi e le proprie coperture e garanzie. All’interno di questo segmento è però minoritaria la presenza di quanti si ritengono altamente informati e per i quali i contratti assicurativi sono chiari e senza interrogativi. Emerge però un punto da migliorare che è la comprensione, tant’è che il 77% dei clienti ritiene che i prodotti assicurativi abbiano un linguaggio troppo difficile. Una “critica” espressa dai clienti sia delle compagnie tradizionali che di quelle digitali. Questi ultimi però si dimostrano più preparati: “interrogati” su domande specifiche a tema assicurativo, in 6 casi su 7 rispondono correttamente, superando il numero dei clienti tradizionali che danno la risposta giusta alle stesse domande.

Sono queste alcune delle evidenze che emergono dalla nuova edizione di VertiMovers, l’Osservatorio della compagnia assicurativa digitale Verti sulle abitudini di mobilità degli italiani. Per il 2024, infatti, l’indagine è stata arricchita da una survey commissionata a all’istituto di ricerca Swg. La ricerca ha raccontato in numeri le differenze e le similitudini dei diversi approcci ai prodotti assicurativi tra i clienti digitali delle compagnie dirette e quelli tradizionali che si affidano all’intermediazione delle agenzie sul territorio.

Tornando alle diverse considerazioni che gli italiani hanno del mondo assicurativo, la ricerca offre uno spaccato sull’immagine e la reputazione delle polizze agli occhi dei clienti digitali, considerate da una buona quota (34%) come un paracadute per gestire eventuali imprevisti o per altri, seppur in quota minore, un alleato per sentirsi sicuri e senza pensieri. La tutela della tranquillità è riconosciuta dal 31% degli intervistati come elemento distintivo di una polizza.

Il ruolo delle compagnie come partner ideale per una vita tranquilla e preparata ad eventuali imprevisti è, anche in questo caso, maggiormente considerato da parte dei clienti digitali rispetto a quelli tradizionali. Se infatti si prendono in considerazione solo le risposte dei clienti che si dichiarano informati in materia assicurativa, il 34% considera la polizza una vera e propria garanzia di protezione. Se consideriamo solo i clienti Verti all’interno del campione intervistato, il dato è ugualmente significativo (33%). A dimostrazione di quanto impatti la preparazione e la corretta informazione sulla reputazione del mondo assicurativo, basta considerare che il 22% dei clienti digitali considera una polizza (qualsiasi, senza specificare l’RC) un obbligo. Questo dato sale fino al 26% se si prendono in considerazione le risposte di coloro che si sono dichiarati poco informati in tema di assicurazioni.

Ci sono indubbiamente alcuni aspetti e pregiudizi che macchiano la reputazione del mondo assicurativo. Uno dei più diffusi è rappresentato dai cosiddetti “asterischi nascosti”, individuati dal 77% degli intervistati come una caratteristica di tutti i prodotti assicurativi. Questo timore accomuna sia i clienti digitali che quelli tradizionali. Non mancano però coloro che riconoscono la trasparenza del settore assicurativo. Il 46% di chi è assicurato con una compagnia digitale ritiene che le polizze forniscano tutti i dettagli necessari per comprendere il prodotto, a patto che si dedichi il tempo necessario alla lettura. Inoltre, il 40% dei clienti digitali afferma che le polizze assicurative sono trasparenti, sostenendo che una lettura attenta può eliminare qualsiasi dubbio.

L’ultimo aspetto preso in esame da VertiMovers riguarda le principali fonti di informazione utilizzate per conoscere i prodotti e le soluzioni assicurative disponibili sul mercato. Per quanto riguarda gli assicurati digitali, il 62% dichiara di utilizzare i motori di ricerca. Il 51% si affida ai siti di comparazione. Il tratto digitale del cliente, quindi, non si limita solo alla scelta del tipo di compagnia ma emerge anche ben prima della scelta, già nel momento della ricerca. Gli assicurati tradizionali preferiscono metodi più relazionali: il 24% si affida al passaparola tra amici e familiari, mentre il 41% si rivolge ai broker assicurativi. Anche le banche giocano un ruolo, seppur minore, con il 9% degli assicurati tradizionali che le considera una fonte di informazione affidabile.

“Gli italiani, storicamente, hanno mostrato una certa diffidenza verso le assicurazioni. Questo atteggiamento è spesso legato a esperienze personali negative, come ritardi nei risarcimenti o contratti poco chiari. Tuttavia, negli ultimi anni, la situazione sta evolvendo. La digitalizzazione dei servizi e la crescente trasparenza delle compagnie assicurative stanno contribuendo a migliorare la percezione generale” – ha dichiarato Marco Buccigrossi, Business Director di Verti – “Sicuramente c’è un problema di cultura assicurativa a differenza di quel che accade in altri paesi. Qualcosa si muove, soprattutto tra i clienti digitali: più attenti, più abituati alla comparazione e più veloci nel loro approccio. Ora tocca a noi continuare a impegnarci con comunicazioni sempre più puntuali e chiare per diffondere tra gli italiani la consapevolezza che una polizza assicurativa non è una tassa o solo un obbligo ma una garanzia di protezione studiata su misura per ognuno di noi”.

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Redazione

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