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“Gli assicuratori vogliono utilizzare gli analytics in tutta la loro attività, l’ambizione c’è, ma non si traduce in realtà”. A dichiararlo è Laura Doddington, Head of Personal Lines, Insurance Consulting and Technology, North America WTW, citando i dati del sondaggio condotto dalla società di brokeraggio su un campione di assicuratori danni canadesi e statunitensi che utilizzano sistemi di advanced analytics. Secondo l’indagine, ormai quasi tutti gli assicuratori utilizzano gli analytics per la determinazione dei prezzi e la sottoscrizione delle polizze. Per rendere questi due processi più efficienti, il 49% afferma di aver incorporato l’intelligenza artificiale. Nonostante ciò, gli assicuratori ammettono di far fatica ad integrare gli analytics in altre aree, tra cui sinistri, marketing e distribuzione. L’ambizione esiste, tuttavia i risultati dimostrano che il progresso è stato significativamente più lento di quanto inizialmente sperato e, in alcuni casi, inesistente. Ma che cosa rallenta l’adozione degli analytics in altri processi? La maggior parte dei rispondenti ha dichiarato che i maggiori colli di bottiglia arrivano dall’IT. La soluzione a questo problema, secondo Doddington, sta nel stilare una roadmap robusta e una chiara traduzione dalle esigenze aziendali ai requisiti analitici e tecnologici. I vincitori saranno coloro che sapranno agire con ritmo e scalabilità.

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Redazione

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