crea assicurazioni, insurtech, intermediari

Gli attuali player sono figli di una cultura assicurativa fondata su basi tecniche di sottoscrizioni tradizionali. Hanno quindi sviluppato competenze basate sulla raccolta ed analisi dei dati e sulla quantificazione e qualificazione dei rischi.
Oggi, la vera sfida sta nel fatto che i dirigenti ed operatori del settore assicurativo, devono fare seriamente i conti con la necessità di sviluppare, articolare e difendere i processi decisionali legati ai “cluster” di tecnologia che vengono racchiusi sotto il nome di “intelligenza artificiale”. Questa attività oramai fa parte della nostra agenda e la troviamo sotto la voce “faccende quotidiane”.
Di sicuro far digerire questo cambiamento alla rete è il vero obiettivo sfidante, ma ancora più impegnativo è il compito dei collaboratori, ovvero quello di trasferire le loro competenze attraverso i nuovi processi digitali, alla loro clientela. Bisognerebbe traslare, con concetti semplici, intuitivi e diretti ai prospect i dati prodotti dagli algoritmi, che invadono le chat delle nostre “fenomenali” piattaforme. Mettere a punto tutto il processo che va dalla raccolta dati, passando dall’analisi degli stessi fino ad arrivare alla consulenza con il cliente. Prevedere una startup che trasformi i dati estratti da vari contenitori e li metta all’uso e consumo discrezionale di chi li acquista, non è utopia…ah dimenticavo già è presente, e le mandanti fanno a gara a chi paga di più, tutto in virtù della loro realizzazione economica. Ma il lavoro di “messa a terra” e finalizzazione dei dati a chi spetta?

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Ceo di Insurance Trainer. Società che si occupa di: Business Coach, Recruitment Consultant & Talent Acquisition, Insurtech e Marketing per gli Assicuratori.