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In un tempo dove le interazioni digitali spesso soppiantano quelle faccia a faccia, l’empatia si rivela più preziosa che mai. Questa capacità, radicata nella comprensione e condivisione delle emozioni altrui, è essenziale per navigare un mondo complesso e interconnesso come quello odierno. Proprio l’empatia guida l’azione di una società newyorkese, il cui nome è per l’appunto Empathy. Fondata nel 2020, l’azienda ha sviluppato un’app mobile che supporta le famiglie nel momento in cui perdono una persona cara e lo fa attraverso collaborazioni con compagnie vita e datori di lavoro negli Stati Uniti.
“Insieme a Yonatan Bergman (Cto), abbiamo creato questa realtà per cambiare il modo in cui il mondo affronta, percepisce e si avvicina alla perdita di un proprio familiare – ha raccontato ad InsurZine il Co-Founder & Ceo di Empathy Ron Gura – Grazie alla tecnologia, infatti, offriamo piani di assistenza individuali per aiutare le persone a superare il lutto attraverso una serie di sussidi offerti dalle assicurazioni vita o dal welfare aziendale”.

La mission di Empathy

È lo stesso Ceo della startup a raccontare che l’idea imprenditoriale nasce da una serie di esperienze personali che hanno fatto sì che l’assistenza diventasse un’area di interesse per colmare un gap nel mercato della protezione. “Quando avevo 8 anni – spiega – io e la mia famiglia abbiamo perso mio fratello e questo ha avuto un impatto tremendo su di noi. Anni dopo, mentre lavoravo in eBay ho aiutato un collega a gestire la perdita di una persona cara e sono rimasto colpito dalla complessità che la morte porta nelle vite di chi resta. Osservandolo mentre si occupava della pianificazione del funerale, della successione, della richiesta di sussidi e altro ancora, mi ha colpito la scarsità di strumenti e sistemi di supporto esistenti per aiutare le persone a superare questo momento difficile”.
“Nella fase embrionale del nostro progetto, Yonatan e io abbiamo parlato con molte famiglie che avevano recentemente avuto un lutto – prosegue – Così abbiamo capito che le famiglie avevano bisogno non solo di compassione, ma di empatia. La compassione è inviare fiori, l’empatia invece è, ad esempio, offrire supporto per portare a spasso il cane mentre si è alle prese con le pompe funebri o, nel momento successivo al rito funebre, ci si reca dal notaio per aprire le pratiche successorie”.

Un supporto concreto per chi deve elaborare un lutto

La società si propone di ridurre lo stress e l’onere finanziario delle famiglie colpite, offrendo strumenti di supporto per il lutto, tra cui audio guide, meditazioni, esercizi di respirazione e di scrittura e contenuti a cura di esperti. Inoltre, fornisce alle famiglie un “Care Manager” dedicato per accompagnare l’utente in questa esperienza, sostenuto da un intero team disponibile 24 ore su 24.

“Fin dal primo giorno, abbiamo sperato di alleviare le preoccupazioni delle persone, dando loro lo spazio per elaborare il lutto in qualsiasi modo vogliano o abbiano bisogno ecco il perché del nome Empathy – afferma Ron Gura – Forniamo ai nostri clienti una gamma completa di assistenza compresa una guida personalizzata per la liquidazione dell’eredità, la gestione della successione, la pianificazione funebre, il sostegno al lutto lavorando direttamente con compagnie assicurative e datori di lavoro”.

Empathy e le compagnie assicurative

La startup newyorkese ad oggi offre i suoi servizi a 35 milioni di assicurati in tutti gli Stati Uniti. Per farlo ha siglato diverse partnership strategiche con il mondo assicurativo. Nel dettaglio, Empathy collabora con realtà come MetLife, Guardian Life, New York Life, Voya Financial, ma anche Guess e Fiverr. Lo scorso marzo ha raccolto 47 milioni di dollari nel suo ultimo round di finanziamento di Serie B. Questo round è stato guidato da Index Ventures, con la partecipazione di General Catalyst, Entrée Capital, Latitude, e altri investitori .
“L’investimento strategico in Empathy da parte di sei delle più grandi compagnie di assicurazione sulla vita nel nostro recente round di serie B è un forte segnale che il settore vede questo cambiamento culturale verso l’idea di fornire assistenza alle persone quando ne hanno più bisogno – dice Ron Gura – Il nostro approccio in caso di lutto e perdita non è solo un servizio, ma un passo rivoluzionario che sta definendo un’economia emergente basata sull’anticipazione dei bisogni delle persone e delle loro famiglie e sulla loro risposta prima che abbiano un impatto negativo sul lavoro e sul benessere. In questo momento siamo concentrati sul mercato degli Stati Uniti”.

Il futuro di Empathy

Per quanto riguarda il domani del settore assicurativo Gura ironizza dicendo che non ha la sfera di cristallo per predire in che direzione andrà il mercato, ma sottolinea che c’è spazio di manovra per il business del fine vita e dell’assistenza. “Questa fetta di mercato è stata trascurata per anni dal mondo assicurativo, ma guardando al futuro vedo un enorme potenziale di ulteriore cambiamento. Questo perché già vediamo attraverso la nostra solida base di partner e clienti che sempre più datori di lavoro e compagnie di assicurazione si impegnano a fornire i nostri servizi e benefit ai loro dipendenti e clienti. Collettivamente, abbiamo l’opportunità di dare una scossa al mercato dell’assistenza negli Stati Uniti e – conclude – perché no, anche oltre confine”.

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Francesca Ghisi

Classe 1994, laureata in Giurisprudenza è esperta in Bancassurance e Diritto Comparato.