Insurance Europe, finanza digitale

Nonostante il generale rallentamento dell’attività di M&A a livello globale, la domanda di soluzioni di Transactional Risk Insurance è stata costante, anche grazie alla crescente consapevolezza del ruolo importante che queste coperture svolgono nelle transazioni di M&A. A rivelarlo è la nuova edizione del report intitolato Transactional risk insurance: Year in review di Marsh. Lo studio, condotto nel 2024 su dati dell’anno appena concluso, fornisce una panoramica del mercato delle soluzioni di Transactional Risk Insurance durante l’anno in tutte le regioni geografiche ed esplora gli sviluppi previsti nel 2024 e oltre.

In tutto il mondo nel 2023 l’attività di M&A ha continuato a segnare un rallentamento, dovuto alle complessità dello scenario macroeconomico e geopolitico. 2,5 trilioni di dollari il valore totale delle operazioni (Market deal value), a fronte dei 3,4 registrati nel 2022. Il numero minore di transazioni di M&A in tutto il mondo, unito alla grande capacità assicurativa, ha inaugurato un ciclo soft market per le coperture R&W e W&I, con una drastica diminuzione dei prezzi in tutte le Regioni: Nord America, -26%; Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), -32%; Asia, -25%; e Pacifico, -40%.

Diminuite anche le dimensioni mediane delle transazioni: in Nord America, registrata una diminuzione del 16%, a 106 milioni di dollari; in EMEA, una diminuzione del 22%, a 71,4 milioni di dollari; in Asia, una diminuzione del 51%, a 115,5 milioni di dollari. Solo il Pacifico ha registrato un aumento delle dimensioni medie delle transazioni, sebbene su un numero molto inferiore di accordi rispetto alle altre regioni.

“Malgrado le complessità dello scenario globale, Marsh ha vissuto il terzo anno migliore anno di sempre per quanto riguarda le coperture per attività di M&A – ha commentato Marco Araldi, amministratore delegato di Marsh Italia – Intermediate in tutto il mondo oltre 2.000 polizze su 1.200 transazioni uniche, per un massimale pari a 49 miliardi di dollari (oltre 227 miliardi di dollari in controvalore delle transazioni). La resilienza del mercato delle soluzioni di Transactional Risk Insurance in un contesto difficile come quello del 2023 è un segnale importante: è indice di una maggiore consapevolezza del valore di questi strumenti per garantire una positiva conclusione del deal”.

Per quanto concerne la Regione Europe, Middle East and Africa (Emea), l’attività di M&A ha subito un rallentamento (458 deal a fronte dei 688 del 2022, con una riduzione del 33%), con il valore totale delle transazioni in calo rispetto all’anno precedente. Il minor numero di transazioni ha comportato meno opportunità per le compagnie assicurative, creando un ambiente di forte competizione per ottenere gli incarichi. Queste condizioni di soft market, insieme all’ingresso di nuovi player, hanno portato a una riduzione nel costo delle coperture, con un decremento medio del 32% dei premi pagati per coperture Warranties and Indemnities. Sulla spinta dei costi generalmente più bassi, i clienti hanno acquistato una proporzione maggiore di copertura per ogni transazione rispetto agli anni precedenti. Il massimale medio è cresciuto del 13% rispetto al 2022, con le polizze W&I che ora coprono circa il 34% del valore dell’accordo.

L’incertezza del contesto economico ha visto aumentare l’attività di transazione in alcuni settori, mentre l’ha ridotta in altri. Quasi il 50% delle transazioni supportate da Marsh nell’area Emea coinvolgeva i settori delle energie rinnovabili (13,5% dei deal), del tech (12%), del manifatturiero (10,5%) e dell’immobiliare (10,3%). Aumentato significativamente nella regione EMEA l’utilizzo delle soluzioni di Tax Insurance per il trasferimento dei rischi fiscali, cresciute del 17% rispetto all’anno precedente.

 “Un aspetto degno di nota – ha spiegato Araldi – è l’ampliamento dello spettro di situazioni in cui le coperture su rischi noti Tax sono state utilizzate: storicamente, lo strumento veniva impiegato principalmente come facilitatore per le transazioni di M&A. ora viene comunemente utilizzato anche per supportare le aziende sia nell’attività ordinaria sia in quella straordinaria, come ristrutturazioni e liquidazioni di fondi. Prevediamo quindi che l’interesse delle parti verso queste soluzioni possa continuare a crescere, così come la disponibilità dei player a sottoscrivere i rischi di natura fiscale in contesti e per situazioni in cui queste coperture non erano prima disponibili”.

Guardando all’Italia, il primo trimestre del 2024 ha fornito risultati preliminari incoraggianti per quanto riguarda l’attività di M&A, in crescita rispetto all’ultimo quarto del 2023. Un momento favorevole testimoniato dal ritorno dei grandi deal anche nel nostro Paese. “La riapertura del mercato del debito a partire dal primo gennaio, unitamente alla generale riduzione degli spread, ha creato un contesto favorevole alle attività di finanza straordinaria, in cui la disponibilità delle banche al finanziamento delle operazioni sta tornando ad alimentare il mercato – ha commentato Araldi – Per fondi e aziende rimangono alcuni nodi da sciogliere, come quello inerente il valuation gap tra le aspettative di prezzo del venditore e quelle dell’acquirente. Tuttavia, possiamo aspettarci che la crescita del mercato globale prevista per il 2024 possa portare a un aumento dell’attività anche nel nostro Paese, specialmente nella seconda parte dell’anno”.    

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