frodi assicurative

Nel mondo in continua evoluzione delle assicurazioni, l’intelligenza artificiale si presenta come una forza trainante nella trasformazione di processi tradizionali, introducendo nuovi strumenti e approcci che migliorano l’efficienza e la precisione delle operazioni assicurative.
Grazie alla nuova tecnologia, gli assicuratori potranno attingere a serie di dati più ampi per migliorare i loro processi, dall’automazione dell’assistenza clienti e delle attività manuali al perfezionamento della modellazione e delle previsioni del rischio.
Un ambito in cui l’IA dimostra di essere particolarmente efficace è nella lotta contro le frodi assicurative, un problema persistente che ha un impatto davvero significativo sul settore.

L’Amplificazione dell’IA nell’Industria Assicurativa: Un Panorama Globale

Con l’avvento di algoritmi sempre più avanzati, apprendimento automatico e analisi predittiva, le compagnie assicurative stanno sfruttando l’IA per rafforzare i propri strumenti di valutazione del rischio e per prevenire e rilevare le frodi un problema di non poco conto che deve affrontare il mondo assicurativo. Secondo dati recenti, l’implementazione dell’IA nel settore assicurativo è in crescita esponenziale, con un aumento del 37% delle compagnie che adottano tecnologie intelligenti nei loro processi decisionali e di gestione.

Frodi Assicurative: Il Costoso Ostacolo

Le frodi assicurative rappresentano una sfida critica per il settore, costando miliardi di dollari ogni anno. Dalle simulazioni di incidenti alle dichiarazioni fraudolente di danni, gli assicuratori devono affrontare una serie di tattiche sofisticate da parte di individui senza scrupoli che tentano in molteplici modi di ottenere rimborsi. Tuttavia, grazie all’IA possiamo riscontrare un potente alleato per ridurre l’impatto finanziario di queste attività fraudolente.

Come l’IA Supporta la Riduzione delle Frodi Assicurative

L’IA è in grado di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, identificando modelli e comportamenti anomali che possono indicare una frode. I sistemi basati sull’IA esaminano dati provenienti da fonti varie, come reclami passati, comportamenti dell’utente online e informazioni pubbliche, per individuare attività sospette.
Gli algoritmi di machine learning possono individuare pattern non visibili all’occhio umano, accertando comportamenti inconsueti nei reclami assicurativi. Questo aiuta gli assicuratori a focalizzare le risorse investigative dove sono maggiormente necessarie, riducendo il tempo impiegato per individuare frodi.
Grazie all’addestramento e ai continui aggiornamenti, i modelli di intelligenza artificiale possono adattarsi alle nuove modalità di frode, ponendosi un passo avanti agli inganni che diventando sempre più sofisticati. Ciò assicura che gli algoritmi saranno in grado di affrontare le sfide emergenti nel panorama delle frodi assicurative.
Secondo delle recenti indagini di Deloitte, entro il 2026 l’83% dei player assicurativi utilizzerà soluzioni basate sull’intelligenza artificiale generativa per combattere le frodi assicurative. Sempre più aziende infatti andranno ad incrementare il budget per lo sviluppo di queste tecnologie.

Questione competenze

Le nuove tecnologie alzeranno molto la competitività del settore, creando la necessità di una vera e proprio corsa agli armamenti, per essere sempre pronti a gestire un nuovo rischio.
Ma la tecnologia da sola non basta. Così come è emerso anche nel nostro ultimo IIA Summit diventa sempre più necessario investire sui talenti e armarli delle competenze necessarie per domare e sfruttare questi nuovi strumenti. La vera complessità con cui oggi bisogna fare i conti è il timing: siamo in un momento di crescita esponenziale dello sviluppo dell’AI, il che comporta che la vita media di una tecnologia si contrae molto rispetto al passato. Anno su anno la scadenza di una tecnologia si è molto accorciata, costringendo gli addetti ad un continuo lavoro di riqualificazione (reskilling).

Un elemento importante nel futuro del comparto assicurativo sarà la capacità dei player di trasformare le dinamiche organizzative per rendere gli assetti attuali più flessibili, collaborativi e osmotici, in grado di favorire un apprendimento circolare. Questo deve passare anche attraverso il reverse mentoring: le nuove leve, più avvezze all’utilizzo delle nuove tecnologie, devono insegnare ai propri colleghi senior a gestire questi asset, in modo da aumentare la permeabilità da parte del mercato a governare il cambiamento.
L’indagine Competenze 2023 di IIA rivelava che circa il 40% dei nuovi profili che saranno inseriti nel mondo assicurativo – 10 mila nuove assunzioni in ambito tech nel 2023 – saranno destinati a lavorare con soluzioni di intelligenza artificiale.
La crescita dell’intelligenza artificiale comporterà, non solo benefici, ma anche un aumento delle preoccupazioni delle persone e delle aziende per quanto riguarda la protezione/sicurezza dei dati. Proprio per questo l’elemento differenziante resterà, come sempre, il fattore umano.
Di questo e molto altro parleremo all’interno dell’evento AI e Insurtech, del 12 aprile, il primo evento in Italia dedicato all’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel mondo assicurativo.

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Consigliera di Italian Insurtech Association